mercoledì 18 novembre 2015

Giù le mani dall'Ospedale di Vigevano

( La Provincia Pavese)

Le difficoltà dell'Ospedale Civile di Vigevano sono da tempo conosciute e conosciuti sono i rischi, concreti, di perdere unità importanti come l'emodinamica e il punto parto in Ginecologia che lavora sottorganico da tempo. Le nomine "politiche", e fra queste quella del Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliera, Troiano, sono causa importante di queste difficoltà. Da anni sappiamo e spesso lo abbiamo gridato, quasi inascoltati, in particolare dai  partiti maggiori. La Lega, che ha in Maroni l'attuale reggente della Sanità lombarda tace; Forza Italia, non ha mai detto o fatto nulla, prona ai desiderata prima di Abelli e poi di Mantovani, ex assessore alla Sanità, attualmente detenuto. E il PD? Il PD  si appiattisce dietro al consigliere regionale Villani, notoriamente espertissimo di Sanità,  tutto teso a difendere l'Ospedale di Voghera, da sempre privilegiato dalle politiche abelliane e ora, come quest'ultimo, un poco in difficoltà ma pur sempre più considerato del nosocomio vigevanese. 

Allora, cari concittadini, noi abbiamo manifestato, ci siamo battuti ma non bastiamo e ve lo ripetiamo: i veri problemi della città sono questi e non 70 rifugiati in (nemmeno certo) arrivo alla Croce Rossa, con cui cercano di distrarvi. 
E' ora che vi svegliate ed è ora, soprattutto, che chiediate conto di tutto questo ai partiti che avete votato perchè una volta spariti questi servizi non li rivedrete più.










lunedì 9 novembre 2015

"In Città Metropolitana avrete solo vantaggi"

“La presenza di oltre cento persone di domenica mattina a sentir parlare di Città Metropolitana è indicativa di come il tema sia sentito, che poi ad offrire questa possibilità sia un movimento fuori dal Consiglio Comunale dovrebbe invece far riflettere non poco”.
Così Luca Bellazzi leader del Polo Laico commenta l'incontro tenutosi in sala dell'Affresco che ha visto la presenza tra i relatori dei due ex assessori regionali e senatori Fiorello Cortiana e Roberto Biscardini (quest'ultimo anche consigliere della Città Metropolitana) e di Bruno Dapei ultimo presidente della Provincia di Milano e direttore dell'Osservatorio Metropolitano di Milano.

La scelta di Vigevano di aderire al nuovo organismo (in Italia sono 10 le Città Metropolitane costituite) è stata giudicata dai relatori lungimirante in quanto l'assetto costituzionale perseguito dal Governo Renzi e dalla sua maggioranza sta portando e sempre più porterà alla cancellazione delle Province e alla riduzione del ruolo delle Regioni.
“Il punto di forza della Città Metropolitana è che esiste e non è una suggestione ma una realtà – ha detto Bruno Dapei – e nell'incertezza totale rispetto al ruolo delle ex Province bene hanno fatto il Sindaco e il Consiglio Comunale a chiedere di entrare”.
La presenza di una realtà forte come Vigevano avrebbe la funzione, ha fatto notare Roberto Biscardini, “di completare il processo di costruzione a partire dalla elezione diretta del Sindaco e dei consiglieri, così come il Consiglio Metropolitano, su iniziativa mia e di Cappato, ha approvato come ordine del giorno e proposta di raccolta di firme”.

Nel rispondere alle domande uscite dal sondaggio fatto dal Polo Laico e a quelle del pubblico, i relatori hanno chiarito diversi aspetti pratici: la Città metropolitana non può imporre imposte, fare rete tra i comuni aderenti sul fronte dei servizi (dai trasporti, ai rifiuti) ma può semmai creare economie di scala che generano riduzione di costi. E' quello che sta avvenendo con la creazione  di un'unica agenzia di trasporti urbani in cui è compresa anche Pavia.
Il bilancio della Città Metropolitana è sano in tutti i suoi fondamentali e le entrate sono tra le più alte d'Italia. Il problema sono i risparmi di spesa che il Governo chiede e che, se stanno di fatto chiudendo le Province, per la Città Metropolitana di Milano significano 1 miliardo di euro nel 2015, 2 miliardi nel 2016 e 3 miliardi nel 2017, risorse che dal territorio vanno direttamente a Roma. “A breve rientreranno nella disponibilità le azioni della Milano-Serravalle – ha detto Dapei – per cui io mi sentirei più che sicuro con le spalle coperte dalla Città Metropolitana”.

Uno dei temi nodali per Vigevano con l'adesione alla città metropolitana è quello dei trasporti e quindi dei collegamenti con Milano. Fiorello Cortiana che ha promosso da assessore regionale il raddoppio della Milano-Mortara, lo ha spiegato molto bene. “Essere con Milano e gli altri comuni aderenti  -  ha detto – vuol dire elaborare una strategia territoriale comune e con questa sedersi al Cipe e trattare con  lo Stato e con  i vertici delle ferrovie, posizione di forza ben diversa da quella di una singola Provincia. Nel 2017 si riapre la questione del raddoppio e Vigevano sta facendo la scelta giusta”.

Tutti i relatori hanno convenuto che occorre una nuova e condivisa progettualità da parte di Vigevano. Anche per questo gli organizzatori hanno confermato che il prossimo incontro, che si terrà sempre in Castello il prossimo 29 Novembre, sarà incentrato sui rapporti con il territorio limitrofo, da un punto di vista amministrativo, imprenditoriale e culturale.






lunedì 2 novembre 2015

Città Metropolitana : facciamo chiarezza.

Domenica 8 Novembre ore 10,30 per la serie "PARTECIPANDO"
presso Sala dell'Affresco del Castello Sforzesco di Vigevano
il Polo Laico invita all'incontro
"Città Metropolitana : facciamo chiarezza"
Come funziona, quali competenze ha, quali i problemi e le opportunita per Vigevano

è un'iniziativa
Plac! Polo Laico Associazione Culturale

sabato 31 ottobre 2015

Broni-Mortara: pochi hanno interesse, tanti girano la testa

Un progetto degli anni '60 che per definirlo attuale occorre uno sforzo di fantasia non indifferente. 

Un territorio che andrebbe tutelato come ecosistema e valorizzato per l'eccellenza agroalimentare che potrebbe rappresentare in mano a menti più illuminate. 


Un sistema già visto con la BreBeMi per cui il privato inizia i lavori ma per finirli occorrono fondi pubblici (per poi tentare di farci guadagnare di nuovo il privato concessionario con le tariffe a chilometro più alte in Italia).


Nessuna reale utilità globale né locale e addirittura un danno strategico per Vigevano perché spegne ogni possibilità di ottenere collegamenti razionali con la grande viabilità. 

Il Polo Logistico di Mortara, utilizzato come scusa, stanti le direttrici dei propri flussi necessiterebbe semplicemente di una connessione con Stroppiana per agganciare la viabilità nord-sud.

In pratica un'opera che servirebbe a far lavorare per 4-5 anni le imprese di ANCE (con la stessa "vision" che ha già distrutto il settore immobiliare cittadino) e a dar "lustro" (secondo vecchie mentalità da paese") a qualche sindaco. 


Passati i sindaci e passati i 5 anni 
ANCE tornerà a piangere mentre lo scempio sarà ormai compiuto con la connivenza di una silente politica locale.


(immagine tratta da l'Informatore Vigevanese)

lunedì 26 ottobre 2015

Polo Laico:"Un'idea per tutti, un libro per te" Terza edizione con sondaggio su Città Metropolitana

A dimostrazione che si può fare politica per la città anche se non si è presenti in consiglio comunale, il Polo Laico ha organizzato sabato pomeriggio la terza edizione del format "Un'idea per tutti, un libro per te", vera e propria "libreria" gratuita in via XX Settembre. “Questo è stato il nostro contributo alla Rassegna Letteraria– spiega il portavoce Luca Bellazzi – perché una delle finalità principali del Polo Laico è proprio diffondere la cultura. In cambio dei libri che abbiamo regalato abbiamo chiesto di compilare una scheda con due domande sull'adesione alla Città Metropolitana: sei favorevole o sfavorevole, indica il motivo. 
A rispondere sono stati 104 cittadini di tutte le età, in tre ore di presenza. I risultati hanno dato il seguente esito: 87 a favore, 14 contrari e solo 3 hanno indicato di non avere un'idea. I risultati si sovrappongono ai dati rilevati in un'analoga occasione ad Aprile confermando dunque come la scelta di aderire alla Città Metropolitana sia condivisa dai vigevanesi intervistati.
Tra le ragioni a risposta libera di chi vuole staccarsi da Pavia ed andare con Milano, il 43%  ha indicato “per le maggiori opportunità di lavoro ed economia", il 17% per migliorare i collegamenti, seguito dall' 11% che ritiene lo sviluppo turistico e culturale il principale vantaggio e da un 6%  per i quali è una occasione di svegliarsi dal letargo. 
Tra coloro che sono contrari solo il 12% adduce  come ragione del rimanere con Pavia la paura di rincari. 

“Abbiamo ascoltato i vigevanesi e chiesto loro di esprimersi – commenta Luca Bellazzi – perché questa è da sempre la nostra idea di politica. Abbiamo voluto testare i dati rilevati sei mesi fa e anche raccogliere spunti per i prossimi eventi che stiamo organizzando sempre con la partecipazione dei cittadini quando invece  altri partiti preferiscono ascoltare le sezioni di partito lomelline o gli ordini che arrivano dal milanese”.

La prossima iniziativa del Polo Laico dunque, sarà una mattinata dedicata ad una discussione aperta al pubblico in programma l' 8 novembre a partire dalle ore 10.30 nella Sala dell'Affresco del Castello in cui si tratterà l'argomento Città Metropolitana provando anche a rispondere ai quesiti dei vigevanesi raccolti sabato pomeriggio. 



 



mercoledì 21 ottobre 2015

I dieci “No” dei 5S per non aderire a Città Metropolitana non stanno in piedi. Ecco punto per punto perchè.

Analizziamo e confutiamo punto per punto il documento emesso ieri da M5S Vigevano. 

Iniziamo con i tre preamboli del documento :

1) "M5S da sempre è schierato contro l'esistenza degli enti intermedi"

E’ uno dei pochi punti che non  confutiamo, trovandoci pienamente d’accordo. La realtà però è che non solo le città metropolitane, ma pure le province o ex-province e le aree vaste sono TUTTI, attualmente, enti intermedi. Quindi di qualunque ambito Vigevano decida di far parte, farà parte di un ente intermedio. Casomai la questione è quella di lavorare, in prima linea, per modificare la legge nazionale affinché i rappresentanti di tali enti vengano eletti direttamente dai cittadini. Posto così, quindi, l’argomento è solo fuorviante.

2) Che la "riforma Del Rio" sia come sempre in Italia limitata dalle migliaia di interessi "particulari" è fuori di dubbio e limitare le amministrazioni dentro a schemi prestabiliti non è certo l'ideale ma in attesa che spontanee ed omogenee aggregazioni di Comuni sorgano, se mai ne verrà data la possibilità, bisogna pensare che: 

a) le aree vaste sono previste e quindi vanno studiate, ponderate e valutate 
b) che la governance sovracomunale delle aree metropolitane è una necessità imprescindibile.

3) "Le Città Metropolitane sono considerate dagli esperti del settore un fallimento, e a livello mondiale si sta avviando il processo inverso che comporta proprio lo smantellamento di una soluzione amministrativa fallimentare da tanti punti di vista". 


In attesa di conoscere nomi e cognomi di tali emeriti esperti e facendo notare che le città metropolitane italiane sono appena partite (per cui a meno di avere una sfera di cristallo...), meglio e più utile ragionare sull'oggi e sulle tendenze in atto in Italia e in Europa. In Europa il 68% della popolazione dell’Unione Europea risiede attualmente in regioni metropolitane, dove si generano più dei due terzi del Pil europeo. Non a caso la Commissione europea ha previsto, nella nuova Programmazione 2014-2020, un sostegno specifico riservato alle città e allo sviluppo urbano.L'economista Dario Di Vico lunedì scorso sul Corriere della Sera a proposito di localismo in crisi e delle nuove ragioni del Nord ha scritto:"E' evidente a tutti che nel post crisi non avremo a disposizione un modello di sviluppo per ciascun territorio ed emerge anzi come i confini amministrativi siano del tutto artificiosi e persino dannosi per programmare uno sviluppo integrato. Fortunatamente Milano sembra aver trovato energie e motivazioni per ripartire.... I territori devono recuperare consapevolezza di questa novità e FARE L'UNICA SCELTA SENSATA: AGGANCIARSI.

E ora passiamo ai restanti 7 punti dell'elenco 5S: 


1) e 2) Lavoro - Infrastrutture
"L’adesione alla Città Metropolitana di Milano aumenterà le possibilità di lavoro per i vigevanesi: falso"


Cerchiamo di capirci anche senza essere esperti in economia. Chi crea i posti di lavoro sono le imprese. Vigevano è un distretto industriale ancora forte. Nel solo settore meccano-calzaturiero sono attive quasi 600 imprese. Vigevano è il quinto distretto in Italia (vedi Rapporto sui Distretti Italiani 2014). Entrare nell'area metropolitana con il peso delle nostre aziende e delle loro associazioni di categoria significa avere migliori contatti istituzionali e con i centri di ricerca e le Università milanesi, così da poter agganciare la rivoluzione tecnologica in atto che si chiama Manifattura 4.0 e per la quale Regione Lombardia ha stanziato 380 mila euro. La recente legge regionale 32/2015 che regola i rapporti tra Regione e Città Metropolitana all'articolo 8 mette in capo alla Città metropolitana il coordinamento e promozione dello sviluppo economico in accordo con la Camera di commercio di Milano. Per perseguire tali scopi promuove gli accordi per la competitività previsti dalla legge regionale 11, favorendo il coinvolgimento di pubbliche amministrazioni, imprese, aggregazioni di imprese, distretti e filiere di piccole e medie imprese. Se le aziende vigevanesi innovano, sfruttano le possibilità delle leggi avendo quel coordinamento che Pavia (vedi legge 11) non ha ad oggi esercitato, creano posti di lavoro. Non a Milano ma a Vigevano.

3) Tariffe e Tasse
"L'adesione alla Città Metropolitana di Milano diminuirà le tariffe o le tasse: falso"

 
Qui si inventa addirittura un'affermazione che mai è stata esposta dall'opinione pubblica e cioè che entrando in CM diminuirebbero tasse o tariffe. Intanto oggi è molto difficile stabilire con precisione questi dati: l'acqua potrebbe costare meno essendo l'ambito che potrebbe crearsi più orograficamente omogeneo di quello in essere mentre l'assicurazione auto potrebbe costare qualche decina di euro in più ma anche questa non è una certezza. In ogni caso tutte queste valutazioni vanno fatte alla luce delle possibilità che invece si aprirebbero. Nel peggiore dei casi a noi pare che sia un po' come sentirsi dire "ti do 1000 euro se me ne dai 5" e rinunciare per non spendere i 5 euro." Infine, nemmeno riguardo l'area vasta che verrà a formarsi abbiamo, oggi certezze su tasse e tariffe.


4) Turismo
"L’adesione alla Città Metropolitana di Milano porterà più turisti a Vigevano: falso."

 
Milano grazie ad Expo e alla sua trasformazione urbana sta diventando una delle città turisticamente più attrattive. E lo sarà ancora di più dopo Expo. I flussi turistici è evidente che sono e sempre più legati a Milano. Non certo a Pavia dove dal 1945 si continua a dire che la Certosa deve essere collegata alla città, ma intanto durante Expo è rimasta chiusa ai turisi. Inoltre, l'affermazione va anche qui inquadrata nell'ambito dell'osservazione principale che riguarda tutto l'argomento CM: i turisti a Vigevano
aumenteranno principalmente se i Vigevanesi sapranno attirarli, sfruttando al massimo la vicinanza con la seconda città italiana per arrivi, creando un centro culturale-architettonico-naturalistico di rilievo.


5) Ricchezza
"L’adesione alla Città Metropolitana di Milano farà diventare più ricca Vigevano: falso."

 
Intanto qui si parte confondendo Città di Milano con Città Metropolitana e questo basterebbe per stoppare l'analisi. I debiti della CM derivano principalmente (94 mln) dal pregresso di Provincia di Milano mentre il resto è legato alle sanzioni per lo sforamento del patto di stabilità da parte del defunto ente. Il Sindaco Pisapia asserisce di aver raggiunto il pareggio di bilancio per il 2015.
Il punto principale però è ancora una volta la capacità dei vigevanesi di organizzarsi per sfruttare le potenzialità di un'area che vanta un PIL procapite (2012) di 37.642 euro contro i 22.707 della Provincia di Pavia e un reddito disponibile procapite di 26.733 contro 17.158 euro. Inoltre l'area milanese drena il 30% degli investimenti stranieri annui in Italia.


6) Pendolarismo
"L’adesione alla Città Metropolitana di Milano renderà più facile la vita ai pendolari: falso."

 
Qui si parla di 8000 pendolari che ogni giorno giungono a Vigevano per lavorare a fronte dei 5 mila che si dirigono verso Milano per lo stesso motivo. Ora, pare abbastanza semplice capire come, mentre i 5000 vigevanesi che si recano a Milano sono pendolari a tutti gli effetti, gli 8000 che gravitano su Vigevano siano per la maggior parte vigevanesi residenti a Gambolò, Cassolnovo, Gravellona ovvero comuni limitrofi dove molti vigevanesi han comprato casa per i prezzi un tempo più abbordabili ma che in realtà vivono, spendono, escono a Vigevano. I paesi della cintura vigevanese si configurano di fatto come quartieri della città stessa. Su questi paesi e sulla Lomellina va prodotto un lavoro di cucitura - che prenda inizio dal Distretto industriale ma che coinvolga poi l'agricoltura, il turismo etc.- mai avvenuto prima e che permetterà alla Lomellina di vedere i propri interessi rappresentati da Vigevano in CM ovvero in un'area di nuove possibilità. Infine Milano e' diventata un modello di innovazione e sviluppo anche a livello di mobilità. Il Consigliere di Città Metropolitana Biscardini proprio Domenica mattina in una conferenza tenutasi a Palazzo Marino, chiariva come programmare e disegnare al meglio il trasporto di chi deve raggiungere Milano da fuori sia un punto fondamentale di CM.


7) Pavia
"L’adesione alla Città Metropolitana di Milano significare lasciare Pavia che non ci ha mai dato niente. Falso."

 
Politicamente dal 1945 ad oggi i presidenti della Provincia di Pavia sono stati solo pavesi ed oltrepadani. Vogliamo contare gli assessori provinciali vigevanesi? Carlo Nipoti, Giuseppe Pomati, Michele Bozzano.
Vigevano è stata sempre e solo considerata dai principali partiti, PD e Forza Italia e prima ancora Dc e Pci, un serbatoio di voti. Negli anni Sessanta la Provincia e la Camera di Commercio invece di finanziare un Palazzo Esposizioni a Vigevano, sede della Mostra Internazionale delle calzature, hanno costruito a Pavia Palazzo Esposizioni per una fiera generica dalle macchine agricole ai bovini. Per M5S Vigevano dovrebbe diventare “autonoma e rivestire il ruolo di autentico “capoluogo” del territorio” : in attesa di una modifica ulteriore della Costituzione che permetta spontanee aggregazioni territoriali omogenee, Vigevano deve esercitare un'azione trainante su tutta l'area circostante, da Abbiategrasso-Magenta a Mortara. Deve imparare a proporsi come leader territoriale sfruttando le sue imprese e le sue ricchezze architettonico-paesaggistiche ma all'interno non già di un'area vasta incomprensibile e stagnante ma dell'area economicamente, culturalmente e tecnologicamente più avanzata d'Italia.



Ci pare quindi che, senza troppe difficoltà il castello 5S sia stato smontato. La Città Metropolitana di Milano può rappresentare per Vigevano un ulteriore treno di sviluppo. I precedenti sono stati persi tutti per miopia, incapacità o calcolo personale. L'area milanese è un'area di enormi possibilità per chi invece investe innanzitutto su se stesso e sulla propria capacità di evolversi.


I perchè occorre legarsi a Milano ci paiono spiegati, restano ancora solo due domande a cui rispondere: 


1) la domanda delle 100 pistole a cui nessuno finora è mai riuscito a rispondere: un solo motivo per restare in Provincia di Pavia

2) come mai il M5S, improvvisamente da una posizione refendaria ma non contraria esce con dieci no secchi, da un giorno all'altro, senza un dibattito con la città, senza ascolto, in modo del tutto autoreferenziale?