martedì 14 febbraio 2017

Castello, Colombarone, Sforzesca: i nodi irrisolti

Nei giorni scorsi abbiamo consegnato al Sindaco Andrea Sala il seguente documento. Nostro scopo è quello di risvegliare una discussione sui grandi contenitori cittadini e sulle opportunità che potrebbero offrire alla Città di Vigevano, se analizzati con vedute più ampie di quelle da tempo utilizzate dall'Amministrazione. 
Il POLO LAICO crede fermamente che partecipazione, discussione, ascolto e cooperazione  siano i cardini della necessaria rinascita cittadina e per questo ha diffuso il seguente documento alla maggior parte delle forze politiche consiliari chiedendo di lavorare assieme nell'unico interesse di una città che non ha più tempo per aspettare.

NOTA ESPLICATIVA sulla questione Albergo Etico: va segnalato un difetto di informazione di importanza non secondaria. Il progetto presentato pubblicamente dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano avrebbe dovuto insistere su una proprietà privata (Via dei Fiori). Secondo le notizie circolanti questo stesso progetto sarebbe invece stato riproposto, informalmente, per il Colombarone e sarebbe ora il vero destinatario di una delibera piuttosto lacunosa, volta a ricercare portatori di interesse per la struttura. Il progetto originario sarebbe finanziato da Fondazione per circa 2 milioni di euro. Ora, appare chiaro che nel primo caso si pone un dubbio etico ("è etico che Fondazione investa su una proprietà privata anziche su una struttura publica quale potrebbe essere Palazzo Riberia?") mentre nel secondo non appare chiaro come con quella somma si possa pensare di insediarsi in una struttura che richiede un investimento almeno dieci volte maggiore per poter essere recuperata.

Vigevano, 9 Febbraio 2017

All'attenzione del Sindaco di Vigevano, Arch. Andrea Sala


OGGETTO: CASTELLO – FONDAZIONE – LEONARDIANA- SFORZESCA


Lo sviluppo e il futuro di Vigevano passano inevitabilmente dal recupero e dalla valorizzazione del Castello. Una puntuale informazione sulle questioni aperte è fondamentale per coinvolgere la città e per sollecitare il contributo di tutti.
Ad oggi sono diverse le questioni aperte sulle quali manca, da parte dell'Amministrazione Comunale, una comunicazione diretta con la città.
Per questa ragione il POLO LAICO chiede al Sindaco di fare il punto sulla situazione.
Sarà nostra cura diffondere tali informazioni in modo chiaro, aperto e capillare per creare nella città la giusta consapevolezza sulla partita decisiva riguardante il Castello e il futuro di Vigevano e innescarne il conseguente, necessario, dibattito.
1. CASTELLO CONCESSIONE DEMANIO
L'invio al Demanio della documentazione richiesta per ottenere la concessione del Castello:

  • a che punto è? Una prima scadenza era prevista per settembre 2016.
  • E' stato ufficialmente chiesto un rinvio? In che data e con quali motivazioni?
  • Se è stato richiesto il rinvio, il Demanio ha risposto? In quale data, con quale prescrizioni e con quale nuovo termine?
2. FONDAZIONE CASTELLO
La Fondazione Castello era anch'essa annunciata per fine 2016. Siamo lieti che si sia fatto seguito a quanto dal POLO LAICO già suggerito due anni fa e che il modello adottato sia quindi quello di una Fondazione di Partecipazione.

  • A che punto è la sua costituzione?
  • Chi ci sta lavorando all'interno del Comune? Non sarebbe opportuno affidarsi anche ad esperti esterni per definire un modello efficace?
  • Elemento fondamentale per una Fondazione di Partecipazione sono i soci che sono ripartiti in: fondatori, aderenti e sostenitori. Quali enti, aziende, privati sono stati ad oggi contattati ed hanno dato disponibilità per contribuire in modo significativo a dotare la Fondazione dei mezzi necessari per raggiungere i propri scopi?
  • Sottolineiamo come questo sia un passaggio essenziale in quanto tutti i soci fondatori sono riuniti nel Consiglio Generale che dovrà deliberare gli atti essenziali alla vita della Fondazione e nel Consiglio di Amministrazione.
3. STUDIO UNIVERSITARIO
E' stato consegnato al comune uno studio affidato da Confindustria Pavia e Camera di Commercio di Pavia ad una docente universitaria:

  • cosa riguarda, esattamente?
  • contiene un modello gestionale per il Castello che si integra con la Fondazione?
  • contiene un piano di destinazione degli spazi e di reperimento delle risorse?
  • perché il Comune sta partecipando a questo piano con il ruolo, davvero poco rispettoso, di semplice portatore di interesse- stakeholder?
  • Il piano è stato consegnato in Comune. L'Amministrazione ha dato o intende dare un suo giudizio? Perchè non viene illustrato, fatto conoscere alla città?
4. MUSEO LEONARDIANA
Il Museo Leonardiana ha consentito alla città di apparire sulla stampa nazionale come la città di Leonardo, connubio ribadito dalla puntata del programma televisivo " Ulisse" da poco registrata.

  • Il Museo rientra ancora e a quale titolo nella strategia del Comune per lo sviluppo di Vigevano?
  • Cosa intendeva il Sindaco quando ha parlato per il Castello di “rischio di monopolizzazione leonardiana”?
  • Non giudica tale sua dichiarazione, così come il non aver risposto a tono ad una invasiva, non pertinente e non giustificata lettera del Soprintendente ai Beni Architettonici ed Ambientali, pregiudicanti ed inopportune in una fase delicata quale quella di approvazione dei progetti "emblematici" da parte di Fondazione Cariplo fra i quali figurava anche quello del Comune per il Castello che alla fine non ha ricevuto finanziamenti?
  • La gestione affidata a Giunti è scaduta: è stata rinnovata? Verrà rinnovata?
  • Come intende procedere l'Amministrazione Comunale per rimediare al mancato coinvolgimento della città, con le sue associazioni e attività commerciali nella gestione e programmazione del Museo?
  • Il Sindaco smentisce la voce che quello di Leonardiana sarà venduto come format per ripianare i debiti di AST, il che porterebbe ad una chiusura del Museo e ad un suo trasferimento in altra città?
5. COLOMBARONE E SFORZESCA
Il "Colombarone" è il primo esempio assoluto in Italia di complesso agricolo a corte chiusa. Riveste potenzialmente una importanza simile a quella di Piazza Ducale ma versa in stato di degrado avanzato. Tutte le Amministrazioni non lo hanno mai "pensato" per come si presentava in passato ovvero centro di un sistema agricolo e rurale che conta cascine storiche (Pecoraia e Favorita, di proprietà di privati e in stato di abbandono ), Mulini (Mora Bassa e Mora Alta), canali, marcite, terreni agricoli. Chiediamo perciò al Sindaco:

  • A che punto è e come si intende strutturare il bando per la manifestazione di interesse? L'Amministrazione si limiterà a recepire interessi di parte non collegati alle strategie sul Castello e sullo sviluppo della città? Oppure elaborerà linee di indirizzo precise per il recupero di questo prezioso bene?
  • sono vere le voci che darebbero per possibile una cessione del suo utilizzo, a titolo gratuito, alla Fondazione di Piacenza e Vigevano, già interessata in zona Sforzesca ad investire su una struttura di proprietà privata, finalizzandola all'attività di "Albergo Etico"?(vedi nota esplicativa).
  • perché il Sindaco e l'Amministrazione non hanno chiesto alla Fondazione di investire su Palazzo Riberia anziché su immobili di proprietà privata in via dei Fiori, rinunciando così a una operazione di recupero di una zona centrale degradata , che a parità di investimento avrebbe avuto una ricaduta nettamente maggiore per la città?
  • considerando nel suo insieme il complesso architettonico e rurale della Sforzesca, perché il Sindaco e l'Amministrazione non danno vita ad un tavolo di confronto con i proprietari degli immobili (cascine e via dei Fiori) per tentare di concertare un accordo per dar vita ad un ambizioso progetto di recupero a livello europeo, sul modello di quanto fatto in provincia di Treviso (vedi oltre).
  • Quali passi sono stati fatti a livello di piano del territorio e con la Provincia di Pavia per risolvere il problema della tangenziale esterna della Sforzesca, al fine di alleggerire il traffico nella frazione permettendo così la sua valorizzazione? A questo proposito consideriamo l'apertura di un distributore di carburante sulla direttrice che dal centro città porta alla Sforzesca uno scempio ambientale e pregiudiziale per il recupero e valorizzazione della frazione. Sulla base di quali valutazioni è stata data l'autorizzazione a realizzare tale impianto?
  • Ricordando al Sindaco l'impegno verbale preso a suo tempo con il POLO LAICO  sul fatto che non si sarebbero concessi insediamenti proprio in quella zona , chiediamo ora che non vengano consentiti ulteriori e scriteriati interventi lungo tale direttrice, nella speranza che questa volta le promesse non vengano disattese.
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SFORZESCA: L'ESEMPIO DI RONCADE (Treviso)





Una ex fattoria abbandonata all'interno di un'area agricola di 15 ettari di proprietà del Comune di Roncade (Treviso). Oggi è una struttura all'avanguardia che produce innovazione, mette assieme incubazione e accelerazione per le startup e aiuta le imprese tradizionali (manifatturiere legate al calzaturiero e agricoltura tra le altre) a trasformarsi in un'ottica digitale.



Si chiama H-Farm. Farm perché la sede è immersa nel verde dell'ex area agricola del trevigiano Ca’ Tron e l’ambiente è sempre più un valore percepito anche dalle imprese. Farm perché collega l’idea della fattoria della tradizione contadina con le più avanzate tecnologie del web.  H invece sta per Human. L’idea è che la tecnologia debba essere compatibile con l’uomo e resa di più facile fruizione. Così come era umano il mondo agricolo la stessa attenzione all’uomo deve essere al centro anche nello sviluppo di una nuova tecnologia.



Il ruolo del Comune di Roncade è stato limitato alla riconversione di un fabbricato trasformandolo in area formazione con mensa e cucina.

L'iter, molto semplice, è stato il seguente: istanza presentata il 30 novembre 2012, parere favorevole del Consiglio comunale il successivo 28 dicembre e invito alla firma dell’accordo il 16 gennaio 2013.  







sabato 28 gennaio 2017

Un palasport pieno di vergogna




13 milioni o più di euro gettati in una struttura sostanzialmente inutilizzabile. Volete sapere quanti asili si potevano costruire con la stessa cifra? Quanti pasti a mensa si sarebbero potuti pagare? Quanti disoccupati si sarebbero potuti aiutare? Quanto avrebbero restituito in termini di posti di lavoro gli stessi soldi se investiti sulla cultura e sul turismo cittadino, o anche solo su una struttura che fosse davvero utilizzabile? Vogliamo scommettere chi pagherà per questo disastro? Il direttore dei lavori? Il costruttore? Gli enti commissionanti, Provincia di pavia in primis? L'allora assessore ai Lavori Pubblici della città che ospita la struttura? No. Nessuno di tutti questi. Li abbiamo già pagati noi, anzi li abbiamo pagati una volta spendendoli e più volte per non averli avuti a disposizione per altre iniziative. Ora toccherà pagare ancora perchè a meno che non lo si voglia demolire, il palazzetto va messo a norma. Però,tutta questa gente non piove da Marte. È stata votata ed eletta qui. Pensateci.


domenica 30 ottobre 2016

Vigevano, breve gita domenicale nel disastro


Questa Domenica mattina abbiamo voluto compiere una breve gita alla (ri)scoperta dei brillanti “successi” dell’Amministrazione del Sindaco Sala. Parafrasando si potrebbe riassumere il tutto con un “là dove c’era una città ora è il deserto dei tartari“. In soli 20 minuti è incredibile come sia tangibile lo scempio che questa Amministrazione sta facendo di quella che una volta era una ricca, operosa, pulita città, tanto che oggi viene addirittura difficile utilizzare il termine città per quello che sembra diventato sempre più un grande paesone, privo di spinta propulsiva, privo di piani strategici, limitato al piccolo (piccolissimo) cabotaggio per mancanza di capacità e di idee.
Ma per l’Amministrazione, come noto, il problema principale sono gli immigrati. Di fronte ad uno scempio di tali proporzioni è ben comprensibile come l’unica possibilità per distogliere l’attenzione dei cittadini dalle pesantissime responsabilità sia quella di urlare in altra direzione, cercando di togliere lo sguardo dei vigevanesi da quello che resta della loro città. E’ comprensibile che non avendo alcuna idea su come sviluppare una città, sia più semplice parlare d’altro, ma le fotografie sono lì a commentarsi da sole e parlano di degrado diffuso a macchia d’olio.
Un degrado assoluto di cui responsabile è solo l’Amministrazione. Non cercate colpevoli altrove: i colpevoli siete voi con le vostre nomine politiche impostevi dall’alto che hanno azzoppato completamente ASM, con il disastro del traffico e del commercio dovuto alla vostra incapacità di coinvolgere e soprattutto ascoltare tutta la città e non solo quelli che proteggono i loro interessi dietro le vostre bandiere, con l’assoluta assenza di politiche che incentivino le aziende ad investire sul nostro territorio, con la devastazione di aree pubbliche come il Parco Parri, l’incapacità di risolvere situazioni in stallo pluriennale come quella di Corso Milano, l’ulteriore distruzione paesaggistica con il nuovo distributore alla Sforzesca, in sfregio a un Colombarone che ci cadrà in testa in attesa che voi finalmente riusciate a partorire una sola idea credibile sul suo recupero.
Sono decine le situazioni di incapacità che si possono evidenziare con un semplice giro, la domenica mattina. Così tante che forse sarebbe stato meglio restare a dormire non facendo nulla, seguendo il vostro esempio e come forse voi preferireste facessero i vigevanesi. Allora la fatica ai nostri concittadini la risparmia il POLO LAICO, con le nostre fotografie.






mercoledì 26 ottobre 2016

Quando i migranti servono solo a mascherare l'incapacità

Dopo la figuraccia fatta con il Consiglio Comunale aperto in cui ancora una volta sono risuonate le vuote promesse dell'assessore regionale di turno e non riuscendo a spiegare ai Vigevanesi il motivo per cui la nostra città sia così isolata, inappetibile per qualunque imprenditore, sporca in modo inaccettabile e in pratica si stia trasformando sotto la guida padana in un paesino dimenticato da dio e dagli uomini, questa sera il Sindaco Sala e i suoi accoliti, cercheranno di distogliere l'attenzione dei cittadini da tutto ciò radunandosi davanti al rifugio di 16 immigrati giunti da noi per fuggire la povertà e spesso anche la guerra. Sappia il Sindaco che non troverà questa sera il POLO LAICO a dargli adito di innescare una spirale di violenza di cui questa derelitta città non sente il bisogno. Il POLO LAICO sarà però certamente presente qualora dovessero emergere atti di oltraggio, affronto, violenza di cui già fin d'ora considereremo Sala responsabile in prima persona. Non solo il POLO LAICO non si tirerà indietro ma invita fin d'ora i vigevanesi a raccogliersi a difesa delle basi del vivere civile: il rispetto e la tolleranza.
Chi volesse approfondire la questione migranti nel nostro Paese e chiarirsi i dubbi che potrebbero essere stati inculcati da chi, privo di idee produttive si limita a cavalcare l'onda dell'odio sociale, può farlo attaverso questo sito di Medici senza Frontiere (gente un po' più seria dei vari Salvini, Sala & co.):

Quando i migranti servono solo a mascherare l'incapacità

Dopo la figuraccia fatta con il Consiglio Comunale aperto in cui ancora una volta sono risuonate le vuote promesse dell'assessore regionale di turno e non riuscendo a spiegare ai Vigevanesi il motivo per cui la nostra città sia così isolata, inappetibile per qualunque imprenditore, sporca in modo inaccettabile e in pratica si stia trasformando sotto la guida padana in un paesino dimenticato da dio e dagli uomini, questa sera il Sindaco Sala e i suoi accoliti, cercheranno di distogliere l'attenzione dei cittadini da tutto ciò radunandosi davanti al rifugio di 16 immigrati giunti da noi per fuggire la povertà e spesso anche la guerra. Sappia il Sindaco che non troverà questa sera il POLO LAICO a dargli adito di innescare una spirale di violenza di cui questa derelitta città non sente il bisogno. Il POLO LAICO sarà però certamente presente qualora dovessero emergere atti di oltraggio, affronto, violenza di cui già fin d'ora considereremo Sala responsabile in prima persona. Non solo il POLO LAICO non si tirerà indietro ma invita fin d'ora i vigevanesi a raccogliersi a difesa delle basi del vivere civile: il rispetto e la tolleranza.
Chi volesse approfondire la questione migranti nel nostro Paese e chiarirsi i dubbi che potrebbero essere stati inculcati da chi, privo di idee produttive si limita a cavalcare l'onda dell'odio sociale, può farlo attaverso questo sito di Medici senza Frontiere (gente un po' più seria dei vari Salvini, Sala & co.):