venerdì 11 maggio 2018

Vigevano: Centro Storico sotto assedio


È lo scontro di due filosofie incompatibili tra loro. Da una parte noi che riteniamo che una città ben amministrata debba avere un suo piano strategico e debba adoperarsi per portarlo a compimento principalmente valorizzando al massimo i propri patrimoni. Dall’altra invece c’è un’ Amministrazione che ritiene Piazza Ducale e il Castello i palcoscenici privilegiati per sagre della salamella e concessionari d’auto.

Il raduno in programma a fine giugno non è che la ciliegina su una torta mal confezionata che prevede per tutto maggio auto in Piazza Ducale , dopo l’assedio patito la scorsa settimana quando addirittura il Comune ha confessato di non sapere chi ci fosse esattamente in Piazza e cosa esponesse, in barba a ogni criterio di sicurezza per i cittadini e per i monumenti.

Noi non ce l’abbiamo né con i bikers né con i concessionari ma riteniamo che il nostro centro storico abbia potenzialmente una valenza europea in termini turistici e in quanto tale vada tutelato. Abbiamo quindi ritenuto doveroso procedere con una segnalazione all’autorità competente, la Soprintendenza dei beni culturali, chiedendo un loro intervento. Abbiamo inviato alla mail sabap-co-lc@beniculturali.it  all'attenzione del Soprintendente Luca Rinaldi, un appello che chiediamo ai vigevanesi, ai partiti e alle associazioni di condividere per arrivare a una nuova progettazione concertata sul territorio per l’utilizzo dei grandi spazi architettonici del centro storico.

Nei giorni scorsi peraltro proprio in questa ottica, abbiamo proposto nuovi spazi utilizzabili per eventi non collocabili in Piazza o in Castello per evidenti motivi di incongruenza, dando indicazione al Comune perché proponga in cambio della futura colata di cemento prevista alla Colombarola, un parco verde attrezzato per eventi, da creare sull’area pubblica della Brughiera.

Per finire, gli esempi di piccole città come Mantova o Matera sono lì solo da copiare: condivisione sul territorio della consapevolezza delle proprie ricchezze,
sviluppo di sistemi finalizzati alla loro valorizzazione, programma di eventi di alto profilo. 

Il Polo Laico dice basta a progettualità nate nel chiuso di due uffici e legate alla quantità più che alla qualità. Quello che serve a Vigevano è un turismo che può spendere. Il turista che va ricercato non viene attratto da queste sagre ma dalla bellezza dei luoghi, dalla cura, dalla pulizia e dalla varietà dell’offerta. La città si deve organizzare per attrarre questo tipo di turista che esiste, e in parte già arriva in città ma che poi non è messo in condizione nemmeno di scattare una foto al monumento per il quale si è messo in auto
.



Nell'immagine: lo splendore di Piazza Ducale libera da auto e furgoni

venerdì 4 maggio 2018

Colombarola: alzare l'asticella o passarci sotto?



Altro che alzare l’asticella della sua Amministrazione sui problemi della città: il Sindaco Sala le asticelle non le salta, ci passa sotto e l’operazione Colombarola è in ordine di tempo l’ultima dimostrazione di questa tecnica.
Essa è il frutto di una scelta urbanistica effettuata anni fa che, a causa della crisi sembrava fortunatamente dimenticata. Come normale però, l’operatore privato deve per forza mettere a frutto il suo investimento e si accinge a farlo facendo valere i diritti che gli derivano dalla convenzione firmata con il Comune.

Certo, per rendere davvero appetibile l’investimento dei privati occorrerà ancora uno sforzo da parte del Comune che dovrà venire incontro alle richieste che perverranno, alzando, come ha detto il Sindaco, le asticelle ovvero chiedendo più soldi. 
Il Polo Laico da anni chiede al Sindaco di alzare le asticelle ma quello che vediamo non è niente di tutto questo.

Chiedere soldi per un parcheggio, perché questo farà il Sindaco Sala, in una città quotidianamente violentata nella bellezza del suo centro storico e costantemente svilita nelle sue periferie non significa alzare le asticelle, significa mendicare.

Vigevano inizi piuttosto a ragionare diversamente e, pur se in questa occasione dovrà subire un intervento che devasta un paesaggio lasciatoci in eredità dai Duchi di Milano, pagando un alto prezzo in termini di violenza al territorio, chieda che in cambio del cemento l’operatore privato diventi partecipe di un atto significativo.

Come? Attrezzando la superficie comunale della Brughiera ad area verde utilizzabile per eventi. Trasformi un brutto spazio in un luogo di bellezza ma anche di funzionalità che possa accogliere eventi di richiamo e tutto ciò che settimanalmente vìola la Piazza Ducale o il Castello.

Ci si aggiunga il “palco del Papa” degli architetti Lopez e Ora ddo ad aumentare la resa estetica e funzionale di questo progetto e allora sì che il nostro poco atletico Primo Cittadino avrà saltato l’asticella invece di continuare a passarci sotto, con un intervento che finalmente andrebbe a definire una strategia ben chiara: il recupero delle periferie e un ritorno verde per la città.
Per il Polo Laico alzare le asticelle significa rispettare Vigevano e progettarla per il futuro, non svenderla per quattro soldi. E questo chiediamo che il Sindaco e la sua Amministrazione facciano.

 Guarda il video sul nostro canale YouTube: https://www.youtube.com/watcuh?v=YxHhhZjSsaU

mercoledì 21 marzo 2018

Il Polo Laico chiede al Comune di dichiarare il "dissesto progettuale"



Il Polo Laico alla luce delle recenti notizie di stampa chiede al Comune di Vigevano che venga dichiarato lo stato di dissesto progettuale.
 
Infatti, un Comune che ogni volta, per incapacità e mancata visione si ritrova a dover concedere autorizzazioni e concessioni on demand per trovare di che finanziare interventi al di fuori di una compiuta visione strategica sulla città, va senza indugio dichiarato in dissesto progettuale con conseguente allontanamento di amministratori e dirigenti!
La scorsa settimana, la vicepresidente di Confindustria Pavia, Maria Vittoria Brustia, ha affermato che "Il Castello merita di più". Noi invece diciamo e invitiamo associazioni, professionisti, cittadini a riflettere che è Vigevano che merita di più!

Non é possibile accettare che in anni di Amministrazione leghista non sia stato messo a punto un solo serio progetto sui contenitori della città: Castello, Macello, Sforzesca, Brughiera, ex Tribunale e Prigioni, Riberia…
Non è possibile accettare che in questi anni non si sia pensato e non si stia pensando a un piano strategico di sviluppo e che si proceda con iniziative estemporanee e addirittura con aperture verso ritorni al passato, quali il cinema all’ex Macello.

Oggi, guarda caso, la cronaca ci sottopone due esempi emblematici: il Colombarone e la lottizzazione El Alamein.

Colombarone
Come sappiamo, nel 2017 la componente vigevanese di Fondazione Piacenza e Vigevano comincia a pensare a come impegnare i due milioni di euro che da anni non riesce assieme al Comune a destinare ad un intervento significativo per la collettività.
Andata buca con il polo formativo all’ex Macello, ora si pensa ad un albergo etico gestito da ragazzi con handicap e concepito per ospitare anche persone con disabilità.
Dopo aver invano chiesto al Comune la concessione del Colombarone al prezzo simbolico di un euro, la Fondazione si deve accontentare di un “Avviso pubblico per indagine esplorativa per acquisire manifestazioni d’interesse per avere proposte tecnico-gestionali per recupero e valorizzazione Colombarone” firmato dal dirigente Pietro Di Troia il 9 febbraio 2017 .
Tale atto prevedeva la consegna di ampia documentazione entro le ore 12.00 del successivo 13 marzo. Solo 33 giorni compresi sabati e domeniche per presentare nell’ordine: soluzioni architettoniche ed edilizie funzionali al tipo di intervento, massima efficienza nella gestione degli
impianti, “sostenibilità economica - gestionale per la riqualificazione del complesso immobiliare sul lungo periodo” (testuale).

A un anno di distanza, però, si sa chi ha presentato cosa? Si sa se ci sono state valutazioni, se sono state concesse proroghe, se l’atto amministrativo è stato chiuso? Di certo sappiamo che non c’è stata comunicazione alla città, pur prevista dallo stesso avviso, che suggeriva come possibile la consultazione con il pubblico delle proposte, oltre alla indicazione che il Comune di Vigevano potrà pubblicare su Internet o in pubblicazioni il contenuto delle proposta.

Riassumendo:
1.NON si sa se la procedura d’avviso è stata chiusa, se prorogata e con quali atti.
2 NON si conoscono il numero né la provenienza delle manifestazioni di interesse presentate (inizialmente indicate come "diverse")
3.NON si conosce la valutazione del progetto presentato da Fondazione Piacenza e Vigevano, se cioè abbia presentato quanto previsto dall’avviso ovvero l'indicazione della “sostenibilità economica - gestionale per la riqualificazione del complesso immobiliare sul lungo periodo”.

Ciò che sappiamo è invece che la nuova vicepresidente di Fondazione ha incaricato una società di consulenza, la Dynamo Accademy, di valutare i bisogni del territorio e dichiarato di avere a disposizione 3 milioni di euro e che, pur intervenendo sulla via dei Fiori, “il Colombarone sarà parte integrante del progetto di Fondazione”. A nome e per conto di chi parla la vicepresidente di Fondazione, visto che il Colombarone è proprietà pubblica e che non risulta che in seguito alla manifestazione di interesse il Comune abbia assegnato a Fondazione l’immobile ?
Questa vicenda è paradigmatica di come questa città sia diretta solo nominalmente da un'Amministrazione che viaggia senza idee proprie dal momento che una fondazione privata si può comportare come se fosse proprietaria di un bene dal valore incalcolabile per la città al di fuori di ogni prassi, di ogni condivisione.
Cosa ne pensano la vicepresidente di Confindustria, il comitato intercategoriale, i partiti politici di questà modalità di affidamento del futuro di alcune aree, senza una seria pianificazione?
In base a quali valutazioni tecniche e progettuali si è stabilito che un ambiente dalle connotazioni storiche agricole debba diventare il fulcro della disabilità? Per carità, ben vengano iniziative dirette all’integrazione, anzi, ce ne fossero sempre più numerose ma qui stiamo discutendo del privare, senza condivisione, la città di un asset che potrebbe divenire importantissimo su altri piani e peraltro al centro di un’area, la Sforzesca, di grande valenza per un futuribile investimento turistico sulla città e in stretta connessione con il sistema delle cascine limitrofe.

Piano di lottizzazione El Alamein

Dal Colombarone al nuovo progetto di lottizzazione commerciale nell’area El Alamein, il passo è breve quanto la distanza in linea d’aria. Qui addirittura ci si vanta di un virtuale risparmio di suolo, rispetto al non costruito attuale!

In realtà tale decisione va a colpire contemporaneamente almeno tre aspetti importanti per la città:
- l’aspetto paesaggistico, distruggendo l’unico fronte cittadino ancora aperto sulla campagna della Sforzesca, già danneggiato dall’idiozia che Parco Ticino ha concesso con l'edificazione del distributore sulla provinciale per Pavia. - il danno economico per il Comune e quindi per la città: se proprio si decidesse che cemento deve essere, non si può non accorgersi che a deprezzarsi sarebbe per primo il valore del terreno della Brughiera posto in vendita ormai da oltre 6 anni, sul quale piuttosto andrebbe impostato un nuovo ridimensionamento razionale che consentirebbe quantomeno di raddoppiare gli introiti per le casse comunali rispetto al previsto milione di euro ricavati dagli oneri di urbanizzazione della nuova lottizzazione.
- Infine, ma non ultimo, questa decisione va a colpire ancora una volta il commercio del centro città, che, al contrario, andrebbe sostenuto e facilitato attraverso una serie di interventi (piano marketing, piano parcheggi, arredo urbano etc) proposti da una Amministrazione lungimirante e condotti in cooperazione con le associazioni di categoria.

Insomma, da qualsiasi parte la si guardi, una ennesima dimostrazione di incapacità progettuale strategica messa in piedi da una Amministrazione chiusa nel ristretto giro dei suoi soliti ispiratori, noti e stranoti e corresponsabili del disastro cittadino degli ultimi 20 anni.

Il Polo Laico, al contrario, fa proprio della visione strategica il suo cavallo di battaglia per il rilancio di una città che non può che ripartire dal riuso dei suoi contenitori, dalla scoperta di una vocazione turistica da sostenere in quanto fonte diretta di lavoro e dalla tessitura sul territorio di una trama economico-culturale attualmente inesistente, sulla base di punti fondanti quali appunto il turismo e l’agricoltura.
Per tutto questo il Polo Laico chiede ai partiti politici, alle associazioni di categoria, ai cittadini, alle loro associazioni, un forte impegno per bloccare il piano di lottizzazione e altre idee strampalate sui contenitori pubblici e di aprirsi alla discussione e alla partecipazione per arrivare alla redazione di un documento congiunto sul tema “VIGEVANO MERITA DI PIÙ”.

Il Polo Laico inoltre chiede alle forze di minoranza di portare all'attenzione consiliare la richiesta di condivisione della discussione sui punti principali e di collaborare per rendere questa discussione il più aperta e partecipata possibile in modo che i vigevanesi si sentano davvero coinvolti nell'azione di rilancio della propria città.

Il Polo Laico, fin d'ora si sente di contribuire alla discussione con una serie di proposte legate al riuso di alcuni asset cittadini quali, ad esempio:

Area mercatale/Ex Macello: rivisitazione in senso culturale e turistico di tutta l'area con coinvolgimento di Coldiretti, Associazioni e privati nella gestione dell'Ex Macello che potrebbe divenire un mercato coperto di qualità con spazi social, drink&food e spazi di valorizzazione della cultura agricola e dei prodotti del territorio in connessione con il mercato all'aperto da ripensare strutturandolo anche in senso polifunzionale.

Brughiera- Terraggi- Vicolo De Roveti: recupero delle aree degradate attraverso la creazione di una galleria di arte urbana diffusa, naturalmente contestualizzata e coerente rispetto ai luoghi e risultante dalle attività artistiche ricercate tramite organizzazione di eventi dedicati, che possano a loro volta divenire fonte di attrattività turistica per la città.

Scuole: ripensamento degli spazi scolastici con apertura prolungata a disposizione di associazioni di studenti e non. Le scuole come già accaduto altrove potrebbero così divenire presidi di prossimità per la creazione di punti di sostegno alle nuove fragilità innestandosi su un piano di welfare di vicinato che dovrà avere grande impulso a fronte del sempre minor intervento pubblico e allo stesso tempo essere sede di percorsi formativi, di integrazione e di supporto per i ragazzi (nuovo Fateci Spazio). Valutazione della possibilità di creare un nuovo polo scolastico con dismissione, cessione e recupero architettonico degli spazi attualmente ospitanti le scuole medie Bussi.

Palazzo e giardino Riberia: valutazione della possibilità di ampliare l'attuale progetto comunale con coinvolgimento di Fondazione Piacenza e Vigevano per creare un vero e proprio palazzo etico con annesso albergo, finalizzato oltre al recupero dell'immobile, anche a quello del quartiere circostante

Tribunale: ripensamento del suo utilizzo in caso di definitiva chiusura da parte del governo sulla possibilità di ripresa della sua funzione originaria. Fra le ipotesi: ampliamento degli spazi utilizzati dal giudice di pace, università della terza età, spostamento della media Bussi, nell'ottica di ripopolare un'area centrale di collegamento fra il Centro Storico e l'area mercatale, con conseguente sostegno alle attività commerciali presenti.

Colombarone e cascine: ipotesi di recupero della struttura con coinvolgimento di Università , Regione, Organizzazioni, Aziende, Fondazioni, Comuni limitrofi finalizzata alla costituzione di un polo di studio in un'area a ampia vocazione agricola e con recupero della destinazione originale della struttura stessa.

Piazza Ducale: tutela assoluta del principale bene monumentale della Città. Revisione e limitazione degli accessi, pulizia, utilizzo per manifestazioni: il tutto deve essere improntato all'eccellenza qualitativa. Piazza Ducale rappresenta il biglietto da visita e il marchio della città: non è ammissibile che possa subire gli interessi corporativistici o privati.

Parco Parri: recupero della sua funzione principale (giardino), strutturazione di spazi per lo sport gratuito per tutti.



venerdì 5 gennaio 2018

LETTERA (seria) AI MIEI FIGLI

Cari ragazzi, ricordate il discorso fatto l’altra sera a cena, quando mi avete meravigliato per il vostro interesse alla nostra proposta di incontrarci e di ascoltarvi, voi che da poco avete iniziato a votare o che fra poco voterete per la prima volta? Ricordate il vostro stupore nell’apprendere che esiste chi è interessato a voi, a cosa pensate, a cosa volete? Il vostro cominciare a intravedere cosa è veramente la Politica, quella fatta dalla gente con le proprie idee e il proprio tempo? Bene ragazzi, saltate la lettura dei giornali questa settimana. Quella che vi si descrive lì non è la politica, è la sua degenerazione. È una cosa che pensa agli equilibri, alle poltrone, alla spartizione del potere ma che non pensa a voi, al vostro futuro, alla vostra città. Non leggete i giornali questa settimana, ragazzi. Restate con l’idea che avete cominciato a formarvi, che la Politica non è il diavolo ma è la nostra voce, il nostro impegno e la nostra partecipazione. E se capirete che, come diceva vostro nonno, "la politica può essere sì, sudore, sangue e merda ma è anche, e soprattutto, bellezza, morale e onestà" allora assieme riusciremo ad abbatterlo, questo mondo di equilibri e di poltrone, questa parodia della politica fatta per non cambiare mai nulla e potremo provare a costruirne uno diverso, migliore, il vostro.

Luca Bellazzi
POLO LAICO

 

sabato 30 dicembre 2017

Mentre Vigevano dorme, gli altri incassano

Maggio 2016: il Polo Laico invita i cittadini a sostenere la candidatura di Palazzo Riberia al concorso bellezza@governo.it (leggi qui).

Dicembre 2017: pubblicati dal governo gli elenchi delle strutture che si divideranno i 150 milioni del concorso (leggi qui), con importi che vanno dai 40mila ai 2 milioni di euro.

Pavia città porta a casa 120mila euro per il Museo della Cattedrale....

A questo punto non può che sorgere un dubbio amletico: saranno sempre più svegli gli altri o il problema siamo noi vigevanesi, Amministrazione in testa?



giovedì 26 ottobre 2017

Vigevano: privati e fondazioni indichino la strada all'Amministrazione



Nei giorni scorsi si è tenuto a Vigevano, grazie all'organizzazione di Rete Cultura il "Festival delle Trasformazioni".

Quattro incontri per discutere le modalità di trasformazione e di modernizzazione delle città di medie dimensioni, quale potrebbe essere Vigevano.
Il Festival è apparso come una buona opportunità di approfondimento, durante la quale purtroppo è risaltata la quasi totale assenza degli Amministratori locali, forse restii al confronto con titolate esperienze esterne.

La nostra città, ferma da decenni, statica, priva di innovazione, paga il basso livello culturale della discussione cittadina, che discende direttamente dal fatto che le migliori menti locali spesso si trovano a dover emigrare per trovare adeguati spazi e opportunità. Quelle presenti sul territorio, troppo spesso rifuggono invece l'esposizione politica e mediatica, privando la città di argomenti e trame innovative.

Il giudizio da parte dei cittadini più attenti non può dunque che essere duro: Vigevano si avvita sempre più su sé stessa incapace di proporre piani strategici e limitandosi alla gestione occasionale delle questioni. Lo stesso cavalcare temi certamente "sentiti" da parte dei cittadini ma del tutto secondari rispetto alla crisi del mondo del lavoro e dell'occupazione -quale la questione migranti- o il fomentare una dispercezione sul tema sicurezza, non sono che la spia di quanto scarni siano i contenuti progettuali cittadini.

Diversi sono stati gli spunti evidenziati durante questo ciclo di incontri  che hanno posto il focus sulle trasformazioni economiche, del lavoro, della qualità della vita, sull'importanza della cultura e del riuso urbanistico nelle middle town italiane, spaziando dal differente riscontro che la situazione locale ha fra i cittadini, alla necessità di accompagnare al "genius loci" (nel caso di Vigevano evidentemente la Piazza e la scarpa) un programma di city marketing che, sempre con riferimento a Vigevano dovrebbe accostare a Leonardo, il riso lomellino e magari un altro argomento (è emersa quasi scherzosamente nel primo incontro la possibilità di far diventare la nostra, la città "dove si parla delle città medie") su cui investire e da far crescere nel tempo.

Si è discusso poi dell'importanza del brand, che deve rendere riconoscibili tutte le peculiarità locali e per quanto riguarda la cultura, della necessità di viverla come grande fonte economica, in crescita e con un amplissimo spazio di reclutamento dal momento che in Italia il 70% dei cittadini non accede ancora al consumo culturale.
Cultura per una città come Vigevano non può più essere semplice conservazione ed esposizione dei beni ma soprattutto deve divenire produzione culturale e sviluppo dell'elemento esperienziale nella fruizione.
Perché ciò avvenga è necessaria un’ampia integrazione di risorse pubbliche e private e che venga consentito ai siti culturali di avvalersi di autonomia tariffaria e di formazione di reti.

Infine è stata nuovamente sottolineata la necessità di recuperare i centri storici e in particolare di riutilizzare i grandi contenitori (a Vigevano ad esempio, Castello, Riberia, Tribunale, ex Macello, Colombarone) come elemento di sviluppo economico, culturale e persino ambientale.

Tutto questo alla fine è stato lo spunto per una riflessione personale: esiste a Vigevano una location perfetta per realizzare tutto ciò ed è il Castello, che a sua volta potrebbe diventare il volano per il recupero complessivo della città. Punto nodale per ogni percorso di recupero funzionale è, oggi più che mai, la costituzione dell’agognata Fondazione Castello della quale però si sono perse le tracce. Lo stakeholder principale, il Comune, oltre a non avere storicamente energia economica pare quasi aver accantonato la questione. È oggi allora indispensabile, ancor più alla luce dello smantellamento di AST, della situazione di Leonardiana e dell’imminente celebrazione del cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo, che i privati e le Fondazioni del territorio si assegnino l’incarico di trainare una politica troppo lenta attraverso una road map ben definita che faciliti il processo, facendosi finalmente parte fondante di un recupero strategico della città. 





lunedì 9 ottobre 2017

Ai Vigevanesi piacciono i libri del Polo laico!


Si è rivelata ancora una volta un successo l'iniziativa del Polo Laico "Un'idea per tutti, un libro per te" che alla sua quarta edizione ha nuovamente dimostrato di essere un format gradito ai cittadini vigevanesi.
Nelle circa due ore e mezza per cui si è protratto l'evento, sono state tantissime le persone che si sono fermate alla postazione di via Cesare Battisti a Vigevano: 155 infatti i questionari compilati e circa 200 i libri regalati.



I primi dati, sembrano indicare una maggioranza di donne (65,1%) in prevalenza fra i 50 e i 59 anni (25,8%), quotidianamente attente all’ambiente (il 45% ha indicato un valore di attenzione fra 8 e 10), che si muove in auto (45,1%) o in bici (43,2%) per comodità ma anche per l’inadeguatezza del trasporto pubblico.

 Il timore per la situazione ambientale è un dato reale (74,8%) che ha spinto l’ 89,6% degli intervistati a informarsi sui recenti fatti di cronaca. La maggior parte di loro inoltre pensa che il proprio Comune non stia gestendo al meglio la sicurezza dei cittadini (77.4%), un dato che dovrebbe spingere gli Amministratori locali a una seria rivalutazione del proprio operato.
Fra coloro che hanno ricevuto un libro fra i tanti messi a disposizione dal Polo Laico , la grande maggioranza asserisce inoltre di praticare la raccolta differenziata (90.3%) ma trova Vigevano non sufficientemente pulita (il 43% ha dato voti compresi fra 1 e 4 mentre il 39% fra 5 e 6).

Infine, il 74,8% dichiara di essere intenzionata a votare. Questo dato era stato inserito dai responsabili per sondare il "sentiment" dei vigevanesi verso la politica in una fase in cui cominciano lentamente a mettersi in moto un po' tutte le forze politiche cittadine.



I dati completi in forma grafica verranno pubblicati fra qualche giorno sul sito dell'associazione www. pololaico.org, sul blog www.pololaico.blogspot.com e sui principali canali social.
Il Polo Laico oltre a cittadini, amici e sostenitori, desidera ringraziare calorosamente la SugherPlast s.r.l. di Vigevano e la EdilCassolese di Cassolnovo per il supporto logistico indispensabile alla riuscita della manifestazione.