lunedì 1 febbraio 2016

31 Gennaio: NO alla chiusura degli asili, NO alla vecchia politica!



Eccoci qui, il Polo Laico c'è. Noi c'eravamo sulle mense, sull'ospedale, sul tribunale e prima ancora sull'acqua pubblica. Oggi siamo qui con L'Altra Vigevano a Sinistra di Roberto Guarchi e il Movimento 5 Stelle a testimoniare la nostra contrarietà ad un modo di operare vecchio, tutto rinchiuso all'interno del Palazzo. 
 
Noi ci siamo perché siamo prima di ogni altra cosa, vigevanesi, oltre i colori e le fazioni.
 
Noi oggi siamo qui per convincere chi governa che c'è un altro modo di farlo ed è proprio quello di condividere le idee, le proposte, le soluzioni. 

La conferenza stampa indetta il 30 Gennaio dalla maggioranza segna già una piccola vittoria delle opposizioni: è lampante infatti come siano corsi a tardivi e incompleti ripari promettendo un bando che vada a coprire i posti che verranno lasciati indietro dalla pubblica amministrazione. 

Ma questa è solo una raffazzonata mossa politica e tale resterà se alle parole non seguiranno i fatti della "condivisione".

Si, perché è difficile immaginare un turbinio di nuove idee e di proposte nel chiuso di un ufficio comunale o nella mente dell'assessore Avalle. 

Questa città ha bisogno di aprire le finestre, i suoi cittadini devono chiedere di diventare appunto cittadini e di essere ascoltati.
Eccola la soluzione: ascoltare la città, che non significa rinunciare a governare, significa anzi decidere a fronte di un più ampio ventaglio di scelte, significa essere intelligenti. 

Proprio questa è la nostra richiesta al Sindaco: esca dagli schemini soliti, dai giochini politici per cui l'unico interesse è vincere in Consiglio la gara delle mozioni. Perché l'ipotesi di un intervento dei privati ripreso ieri in conferenza stampa potrebbe anche essere possibile ma allora perché non discuterne i termini con la città?
È possibile sfruttare questa occasione per cominciare a pensare a una Vigevano nuova, partecipata, condivisa. Una città dove le scelte sono frutto di convergenze, di scambi intellettuali e non di favori o amicizie. Una città moderna, civile.

COSA CHIEDIAMO ALLORA?
1.    Innanzitutto chiediamo ai cittadini di partecipare, di non rinunciare a esprimere il loro dissenso ma soprattutto a esprimere le loro idee, perché la colpa non è sempre degli altri, la colpa spesso è nostra perché ce ne freghiamo.
2.    Chiediamo che la delibera di Giunta numero 3 venda sospesa e che come richiesto dalla minoranza consiliare si cominci un dibattito sull'argomento.
3.    Chiediamo al Sindaco che non si proponga un bando a soli fini politici ma che i dirigenti e i responsabili vengano inviati a studiare altre realtà, altri bandi, quello che avviene fuori da qui,  perché ciò che verrà messo in piedi sia realmente in grado di offrire un servizio degno alla cittadinanza.
4.    Chiediamo condivisione: chiediamo che quanto riportato da dirigenti e responsabili dopo questo necessario giro di orizzonte venga illustrato, discusso e valutato con la città. Dopodichè la maggioranza, come è giusto, deciderà ma almeno avrà avuto la possibilità di scegliere fra altre proposte, scoprendo magari che ce ne sono di migliori.



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