Ieri ho
dovuto ricredermi. Ebbene sì, non sono uno che avesse mai creduto molto nello
streaming, la trasmissione in diretta di riunioni, consigli, consessi, ma dopo
lo spettacolo offerto ieri in diretta da Regione Lombardia, ho cambiato
opinione: mi è parso un buon sistema per capire quello che spesso, live, non si
coglie. Quello che ieri è stato possibile rilevare è ciò che ha accomunato
quasi tutti gli intervenuti davanti alla Commissione incaricata di trasmettere
al Consiglio Regionale e poi alla Camera, un parere sull'annessione di Vigevano
alla Città Metropolitana di Milano: l'arroganza. Ha cominciato il Presidente di
ANCE, che dopo aver avallato negli anni le politiche che hanno portato alla
distruzione del settore edilizio (e di conseguenza di buona parte dell'economia
cittadina), dopo aver avallato il progetto dell'autostrada più inutile del
globo (e che, anziché i privati come stabilito, avremmo finito per pagare noi,
come accaduto con la Bre-Be-Mi), si è presentato non già illustrando le
valutazioni dell'Associazione da lui rappresentata ma, sostanzialmente, la
richiesta di garanzie su futuri contratti. L'arroganza del non chiedere scusa.
Poi è stato il turno del Presidente di Confindustria Pavia, che in verità là in
mezzo ha fatto la figura del grande statista. È stato bravo, nel tentativo di
non far trasparire alla Commissione la sua propensione, che è quella di
mantenere lo status quo per non alterare dinamiche di potere consolidate.
Tentativo, perché lo streaming ha permesso invece attraverso il body language e
alcune parole che sembravano sgorgare spontanee ma che venivano sapientemente
trattenute, di capire perfettamente il pensiero del leader degli industriali
teso a tutelare la imparzialità di uno studio commissionato e finanziato dagli
industriali stessi e sul quale esito possiamo sin d'ora scommettere. Egli ha
poi chiuso lamentando lo scarso coinvolgimento della sua categoria, lo aveva
già fatto durante le Elezioni cittadine: l'arroganza del supporre di pesare più
di chi è stato eletto dai cittadini. Poi l'arroganza giovanile: quella che ha
portato un consigliere Provinciale ancora giovane, non giovanissimo, a
sopravvalutarsi al punto da non capire di essere stato usato solo per la sua
vigevanesità che in veste appunto di consigliere provinciale diventava
funzionale alle tesi del Presidente della Provincia di Pavia. Per ultimi,
Sindaco e ViceSindaco, così arroganti nel giungere palesemente impreparati a un
appuntamento importantissimo sulla strada dell'annessione, semplicemente
sciorinando una serie di noti e inutili dati storici e sui flussi veicolari
anziché farsi latori di una nuova progettualità legata alle opportunità offerte
dal nostro territorio (Lomellina compresa, dal momento che è fondamentale esercitare
una azione di traino su di essa perché l'annessione abbia un senso) alla città
metropolitana e in questo caso il riferimento al turismo, alla cultura e
all'agricoltura pare evidente a tutti tranne che ai due rappresentanti del
Comune di Vigevano portatori altresì dell'arroganza di chi non capendo che la
battaglia é quasi persa e anziché ripiegare per riattaccare continua a testa
bassa a prendere schiaffi. Ecco, lo streaming ieri ha permesso di svelare
l'arroganza che ha coinvolto tutti i rappresentanti di una città che ha
dimostrato una volta di più, urbi et orbi, la sua pochezza. L'impressione è che
le possibilità di avere un parere positivo siano scarse e a questo punto non
resta che una strada, se per una volta si farà spazio al ragionamento: indire
velocemente un referendum e arrivarci con la città preparata da una serie di
incontri esplicativi. Solo così, ormai, si potranno sconfiggere le pulsioni
Pavia centriche di chi ha molto da perdere nel cambiamento e dunque lo osteggia
prescindendo da un'analisi dei fattori che dovrebbero tenerci legati a un'area
che già economicamente morta, subirà a breve una modificazione dei suoi assetti
coinvolgendo probabilmente Cremona, spostando così il suo baricentro e perdendo
dunque ancora di più le sue già scarse connotazioni industriali che sono invece
quelle da sempre prevalenti a Vigevano.
pololaico.org
giovedì 1 ottobre 2015
venerdì 25 settembre 2015
POLO LAICO COMUNICATO STAMPA SU CITTA’ METROPOLITANA
Lo stop alla richiesta di adesione di Vigevano alla Città Metropolitana
di Milano deciso martedì pomeriggio ha un preciso responsabile ovvero il
consigliere oltrepadano del Pd Giuseppe Villani, ma anche precisi indirizzi che si muovano a
Pavia tra Piazza Italia e via Bernardino da Feltre dove il blocco politico-economico pavese è agitato
vedendo minacciati posti e carriere personali. Il Polo Laico stigmatizza il
comportamento dell’esponente PD che ha stabilito che quelle dei soliti noti
fossero le indicazioni da seguire anziché quelle espresse dai rappresentanti
eletti dai cittadini al Consiglio Comunale.
Il Sindaco Sala sta dimostrando limiti nella gestione di una
questione vitale per il futuro di Vigevano. Ha assistito troppo passivamente
all’iter della richiesta di adesione, sicuro che bastasse la documentazione
prodotta e l’appoggio del presidente Maroni, invece il voto alla fine è
politico e solo un ingenuo non avrebbe previsto le mosse del Pd provinciale e
regionale. A proposito, è necessario che il Pd di Vigevano prenda posizione chiara e univoca sulla questione.
Come Polo Laico siamo fortemente preoccupati e pertanto ribadiamo quanto da mesi abbiamo proposto, inascoltati, al Sindaco Sala:
Come Polo Laico siamo fortemente preoccupati e pertanto ribadiamo quanto da mesi abbiamo proposto, inascoltati, al Sindaco Sala:
1.Il Sindaco da solo non può affrontare la questione
dell’adesione di Vigevano alla Città Metropolitana. Occorre che venga
coadiuvato da un team dedicato composto dal vicesindaco Ceffa, dal Segretario
comunale, dal dottor Broich e da due esponenti della minoranza.
2. Vanno definiti incontri con i sindaci di Abbiategrasso e
Magenta per capire la loro posizione, alla luce della bozza di creazione delle
sette zone omogenee proposta dalla Città Metropolitana
alla Regione ( tra cui il Magentino e l’Abbiatense).
3. Come Polo Laico abbiamo chiesto a un Consigliere di
presentare al Consiglio della Città Metropolitana un’ interpellanza sul parere non dato dai
vertici della Città Metropolitana alla
Regione in merito alla adesione di Vigevano.
4. Va quindi immediatamente inviata richiesta formale al
sindaco della Città Metropolitana di Milano perché venga prodotto un parere
scritto e motivato sulla richiesta avanzata da Vigevano
5. Vanno organizzati incontri aperti alla città per far
capire l’importanza per Vigevano di staccarsi da Pavia e per informare su chi,
esponenti politici ed economici, sta cercando in tutti i modi di mantenere
Vigevano suddita di Pavia.
lunedì 21 settembre 2015
CASTELLO, MA NON SOLO
CASTELLO, MA NON SOLO.
LE PROPOSTE DEL POLO LAICO SUL TURISMO
Il turismo è un capitolo centrale nella Vigevano del futuro. Il nostro Centro Storico e il Parco del Ticino che ci circonda, hanno pochi eguali in Italia ma non sono mai stati considerati risorse economiche importanti, a differenza di quanto avviene altrove.
Certo, la nostra collocazione geografica e il nostro clima non sono fra i più allettanti per il turista ma va considerato che Vigevano gode di una particolarità che consiste nel suo trovarsi proprio alle porte di una metropoli europea come Milano. Ecco perché pensiamo che la creazione di un credibile polo turistico e culturale a due passi da Milano e dai suoi aeroporti potrebbe non rivelarsi un'utopia ma una strada percorribile come già dimostrato da altre cittadine europee che hanno scommesso su questi settori, fra i pochi a reggere anche durante i periodi di crisi economica. Perché questo progetto possa avere successo occorrono investimenti e pazienza ma soprattutto occorre avere ben chiaro in mente dove si vuole arrivare.
Piazza Ducale: è il punto di partenza di ogni ragionamento sulla città turistica. Non è immaginabile alcun progetto serio se la nostra Piazza non verrà tutelata in maniera completamente diversa da quanto fatto finora. Il salotto deve tornare a risplendere di pulizia, di ordine e di offerte commerciali. E' fondamentale un piano di lavoro particolare per la raccolta differenziata ma anche per la lotta all'inciviltà con il coinvolgimento quindi di ASM e Polizia Locale. Esclusione totale delle auto e utilizzo della Piazza solo per eventi di livello adeguato. Il punto di riferimento devono essere le grandi piazze europee dove nessuno si sognerebbe mai di parcheggiare, orinare o gettare sigarette a terra e dove l'Amministrazione difficilmente consente l'insediamento di qualsiasi tipo di sagra. Occorre inoltre, attraverso la creazione della figura del responsabile unico dei Beni Architettonici, varare un piano di monitoraggio, intervento e progettualità ben definito e di livello adeguato.
Castello: l'unica possibilità per recuperare stabilmente e gestire strutture di tali dimensioni ed importanza si è dimostrata altrove essere la Fondazione di partecipazione. Il Comune potrebbe alienare alcuni edifici pubblici (es. Palazzo Crespi) per finanziare l'avvio della Fondazione.
Sostegno del consorzio AST (Agenzia Sviluppo Territoriale) sullo sviluppo del filone Leonardesco oltre che sul progetto Unesco (su Piazza, Castello e Colombarone). AST potrebbe con i giusti investimenti ergersi anche a vera e propria agenzia turistica territoriale in coordinamento e compartecipazione con la Lomellina .
Galleria di Arte Urbana diffusa in collaborazione con architetti, artisti e writers, locali e non, per recuperare le zone degradate del Centro Storico (es. Vicolo De Roveti /Terraggi) ma anche delle periferie.
Ex Braidense: assieme al maschio del Castello potrebbe entrare in gioco previo un accordo con il Demanio per la collocazione delle Biblioteche Civiche o di un'area museale qualora si decidesse di ritornare all'ipotesi originaria di inserire le prime nel Maschio, già approntato per lo scopo. Spostare la Biblioteca Civica significa liberare Palazzo Crespi che potrebbe essere alienato (magari ad operatori interessati ad impiantarvi una struttura alberghiera) o inserito in una eventuale S.T.U.
Colombarone: per l'impegnativo recupero di questa imponente struttura occorre pensare a una Società di trasformazione urbana o altra forma giuridica compartecipata da pubblico e privato che divenga il referente progettuale che dovrà tenere conto anche dei passi già compiuti con l'UNESCO nell'ambito del Programma Man And Biosphere. Tutta l'area della Sforzesca potrebbe, prendere la forma di un borgo antico recuperato di grande impatto storico- turistico.
Sviluppo di un piano della comunicazione cittadino: studio per un marchio cittadino e "claims" pubblicitari che rendano univoca e riconoscibile l'offerta culturale, turistica, produttiva di Vigevano.
Revisione e interventi migliorativi dell’accessibilità web della Città ai fini turistici (portale web turistico).
Progetto di collaborazione con le scuole superiori "Volontari del Turismo" per il coinvolgimento degli studenti nell'accoglienza turistica. Oltre a interessare gli studenti il progetto ambisce a coinvolgere anche le loro famiglie per aumentare fra i cittadini la sensibilità verso il nostro patrimonio artistico combattendo così il degrado civico e culturale.
Progetto di illuminazione monumentale della Città: è ormai un valore aggiunto irrinunciabile in qualunque città voglia avere una vocazione turistica. Ottimizzazione degli orari di apertura del Castello e dei musei in ottica turistica attraverso una riformulazione dei turni e delle ferie del personale.
LE PROPOSTE DEL POLO LAICO SUL TURISMO
Il turismo è un capitolo centrale nella Vigevano del futuro. Il nostro Centro Storico e il Parco del Ticino che ci circonda, hanno pochi eguali in Italia ma non sono mai stati considerati risorse economiche importanti, a differenza di quanto avviene altrove.
Certo, la nostra collocazione geografica e il nostro clima non sono fra i più allettanti per il turista ma va considerato che Vigevano gode di una particolarità che consiste nel suo trovarsi proprio alle porte di una metropoli europea come Milano. Ecco perché pensiamo che la creazione di un credibile polo turistico e culturale a due passi da Milano e dai suoi aeroporti potrebbe non rivelarsi un'utopia ma una strada percorribile come già dimostrato da altre cittadine europee che hanno scommesso su questi settori, fra i pochi a reggere anche durante i periodi di crisi economica. Perché questo progetto possa avere successo occorrono investimenti e pazienza ma soprattutto occorre avere ben chiaro in mente dove si vuole arrivare.
Piazza Ducale: è il punto di partenza di ogni ragionamento sulla città turistica. Non è immaginabile alcun progetto serio se la nostra Piazza non verrà tutelata in maniera completamente diversa da quanto fatto finora. Il salotto deve tornare a risplendere di pulizia, di ordine e di offerte commerciali. E' fondamentale un piano di lavoro particolare per la raccolta differenziata ma anche per la lotta all'inciviltà con il coinvolgimento quindi di ASM e Polizia Locale. Esclusione totale delle auto e utilizzo della Piazza solo per eventi di livello adeguato. Il punto di riferimento devono essere le grandi piazze europee dove nessuno si sognerebbe mai di parcheggiare, orinare o gettare sigarette a terra e dove l'Amministrazione difficilmente consente l'insediamento di qualsiasi tipo di sagra. Occorre inoltre, attraverso la creazione della figura del responsabile unico dei Beni Architettonici, varare un piano di monitoraggio, intervento e progettualità ben definito e di livello adeguato.
Castello: l'unica possibilità per recuperare stabilmente e gestire strutture di tali dimensioni ed importanza si è dimostrata altrove essere la Fondazione di partecipazione. Il Comune potrebbe alienare alcuni edifici pubblici (es. Palazzo Crespi) per finanziare l'avvio della Fondazione.
Sostegno del consorzio AST (Agenzia Sviluppo Territoriale) sullo sviluppo del filone Leonardesco oltre che sul progetto Unesco (su Piazza, Castello e Colombarone). AST potrebbe con i giusti investimenti ergersi anche a vera e propria agenzia turistica territoriale in coordinamento e compartecipazione con la Lomellina .
Galleria di Arte Urbana diffusa in collaborazione con architetti, artisti e writers, locali e non, per recuperare le zone degradate del Centro Storico (es. Vicolo De Roveti /Terraggi) ma anche delle periferie.
Ex Braidense: assieme al maschio del Castello potrebbe entrare in gioco previo un accordo con il Demanio per la collocazione delle Biblioteche Civiche o di un'area museale qualora si decidesse di ritornare all'ipotesi originaria di inserire le prime nel Maschio, già approntato per lo scopo. Spostare la Biblioteca Civica significa liberare Palazzo Crespi che potrebbe essere alienato (magari ad operatori interessati ad impiantarvi una struttura alberghiera) o inserito in una eventuale S.T.U.
Colombarone: per l'impegnativo recupero di questa imponente struttura occorre pensare a una Società di trasformazione urbana o altra forma giuridica compartecipata da pubblico e privato che divenga il referente progettuale che dovrà tenere conto anche dei passi già compiuti con l'UNESCO nell'ambito del Programma Man And Biosphere. Tutta l'area della Sforzesca potrebbe, prendere la forma di un borgo antico recuperato di grande impatto storico- turistico.
Sviluppo di un piano della comunicazione cittadino: studio per un marchio cittadino e "claims" pubblicitari che rendano univoca e riconoscibile l'offerta culturale, turistica, produttiva di Vigevano.
Revisione e interventi migliorativi dell’accessibilità web della Città ai fini turistici (portale web turistico).
Progetto di collaborazione con le scuole superiori "Volontari del Turismo" per il coinvolgimento degli studenti nell'accoglienza turistica. Oltre a interessare gli studenti il progetto ambisce a coinvolgere anche le loro famiglie per aumentare fra i cittadini la sensibilità verso il nostro patrimonio artistico combattendo così il degrado civico e culturale.
Progetto di illuminazione monumentale della Città: è ormai un valore aggiunto irrinunciabile in qualunque città voglia avere una vocazione turistica. Ottimizzazione degli orari di apertura del Castello e dei musei in ottica turistica attraverso una riformulazione dei turni e delle ferie del personale.
domenica 6 settembre 2015
A che serve il Consiglio Comunale?
Da oltre un anno è stata approvata all'unanimità la mozione presentata nel 2013 dal Polo Laico, che richiedeva l'apertura immediata di un tavolo fra tutti gli attori interessati (Scuola, Comune, ASL, Associazioni, gestore, genitori) per cercare di risolvere una volta per tutte la questione mense, con un occhio al futuro e in previsione della scadenza del contratto di appalto. Tale tavolo non è ancora stato convocato dimostrando una volta di più che alla Lega di risolvere il problema mensa non interessa assolutamente nulla ma quel che è peggio dimostrando che la Lega non tiene in alcun conto le decisioni della massima assise cittadina, diretta espressione dei cittadini, ivi compresi i propri elettori dal momento che la mozione era stata approvata anche con i voti dei consiglieri comunali leghisti. Vien da chiedersi a cosa serva il Consiglio Comunale e se questa sia l'idea di democrazia del partito delle ruspe.


lunedì 6 luglio 2015
POLO LAICO COMUNICATO STAMPA SULLA DELIBERA DI INDIRIZZO PER LE NOMINE ALLE PARTECIPATE DAL COMUNE
POLO LAICO COMUNICATO STAMPA SULLA DELIBERA DI INDIRIZZO PER LE NOMINE ALLE PARTECIPATE DAL COMUNE
Quella che si fa oggi in Italia non è politica, è la degenerazione della politica.
Tanti si riempiono la bocca con le loro presunte diversità, in realtà poi appena possono si spartiscono il potere con i soliti mezzi ereditati da decenni e decenni di malapolitica.
Ieri sera in Consiglio Comunale abbiamo assistito in questo senso allo smascheramento ufficiale della Lega che, a nomine pressocché definite e già pubblicate dai giornali, ha presentato (per obbligo di legge) una delibera che doveva servire a indicare gli indirizzi da seguire proprio per pervenire alla definizione delle cariche nelle aziende partecipate dal Comune.
Due paginette striminzite che non definivano nulla se non che il Sindaco in sostanza mette in carica chi vuole, stipendiandolo naturalmente non con soldi suoi o della Lega ma pubblici.
Il Polo Laico ha chiesto al Sindaco di ritirare quella che il consigliere Bellazzi ha definito "una foglia di fico" e ha proposto una bozza di delibera molto più ampia e articolata che prevedesse buone pratiche di nuova politica, quali il merito, la professionalità, la trasparenza, la partecipazione, l'uguaglianza, il controllo, la pubblicizzazione.
Sulla stessa via gli emendamenti proposti dagli altri gruppi di minoranza.
Con il voto contrario all'adozione di questi provvedimenti, la Lega Nord e la sua emanazione Strada per Milano hanno certificato la loro appartenenza a una politica vecchia, fatta di favoritismi, accordi nascosti, spartizione.
Le nomine avverranno per mera convenienza politica, per opportunismo e per debiti elettorali con buona pace della professionalità, delle capacità e della qualità dei servizi resi ai cittadini vigevanesi.
Quella che si fa oggi in Italia non è politica, è la degenerazione della politica.
Tanti si riempiono la bocca con le loro presunte diversità, in realtà poi appena possono si spartiscono il potere con i soliti mezzi ereditati da decenni e decenni di malapolitica.
Ieri sera in Consiglio Comunale abbiamo assistito in questo senso allo smascheramento ufficiale della Lega che, a nomine pressocché definite e già pubblicate dai giornali, ha presentato (per obbligo di legge) una delibera che doveva servire a indicare gli indirizzi da seguire proprio per pervenire alla definizione delle cariche nelle aziende partecipate dal Comune.
Due paginette striminzite che non definivano nulla se non che il Sindaco in sostanza mette in carica chi vuole, stipendiandolo naturalmente non con soldi suoi o della Lega ma pubblici.
Il Polo Laico ha chiesto al Sindaco di ritirare quella che il consigliere Bellazzi ha definito "una foglia di fico" e ha proposto una bozza di delibera molto più ampia e articolata che prevedesse buone pratiche di nuova politica, quali il merito, la professionalità, la trasparenza, la partecipazione, l'uguaglianza, il controllo, la pubblicizzazione.
Sulla stessa via gli emendamenti proposti dagli altri gruppi di minoranza.
Con il voto contrario all'adozione di questi provvedimenti, la Lega Nord e la sua emanazione Strada per Milano hanno certificato la loro appartenenza a una politica vecchia, fatta di favoritismi, accordi nascosti, spartizione.
Le nomine avverranno per mera convenienza politica, per opportunismo e per debiti elettorali con buona pace della professionalità, delle capacità e della qualità dei servizi resi ai cittadini vigevanesi.
giovedì 2 luglio 2015
POLO LAICO. COMUNICATO STAMPA SU NOMINE ASSESSORI COMUNE DI VIGEVANO
I prossimi cinque anni saranno decisivi per Vigevano: pensiamo all'adesione alla città metropolitana, alla strada per Milano e alla recente e straordinaria occasione di diventare proprietari del Castello.
Di fronte a scelte vitali per Vigevano, le nomine degli assessori decise dal Sindaco destano non poche perplessità.
Al di là dell'impegno e della capacità dei singoli ai quali va il nostro augurio di buon lavoro e di disponibilità a collaborare, è la reiterata mancanza di una visione unitaria e strategica da parte del Sindaco Sala a lasciarci senza parole.
Come è possibile che il Sindaco non sappia guardare al di là delle solite spartizioni politiche? Quale sortilegio gli impedisce di fare tesoro degli errori e delle difficoltà emerse nel corso del precedente suo mandato?
Lo spezzettamento degli assessorati alla cultura, al castello e all'Agenzia di Sviluppo Territoriale ci restituisce il solito Andrea Sala sindaco: dividere per imperare, per indebolire gli altri (il vicesindaco Ceffa che aveva già tutte le conoscenze per operare sul Castello e su Ast), rivelando l' incapacità di capire che cultura e turismo sono la vera risorsa economica di Vigevano.
Perchè non sono stati unificati gli uffici cultura e turismo e quindi le risorse, i centri decisionali e di spesa? Perchè si vuole perseverare con una divisione senza senso e che ha creato, per mancanza di coordinamento, gravi perdite per la città?
Ricordiamo le mancate autorizzazioni richieste per l'apertura del Museo di Leonardo in Castello: un iter indicato dagli enti competenti espressamente già nel 2012 e che per il mancato coordinamento di uffici non era stato colto e seguito!!!!
Per altri 5 anni Castello, eventi, arredo urbano, piano di marketing continueranno ad essere considerati come caselle di un gioco solo e tutto politico che Vigevano non può più permettersi.
Sappia quindi il Sindaco che su questi temi la nostra sarà una battaglia civica dura: proposte ce ne sono a decine. E' l'ultimo mandato, faccia un favore alla città: ascolti agisca e lasci un bel ricordo e soprattutto una speranza di futuro a Vigevano, che vada oltre le solite sagre celtiche, le salamelle e le feste della birra che non verranno negate a nessuno ma che al benessere della città portano poco.
Di fronte a scelte vitali per Vigevano, le nomine degli assessori decise dal Sindaco destano non poche perplessità.
Al di là dell'impegno e della capacità dei singoli ai quali va il nostro augurio di buon lavoro e di disponibilità a collaborare, è la reiterata mancanza di una visione unitaria e strategica da parte del Sindaco Sala a lasciarci senza parole.
Come è possibile che il Sindaco non sappia guardare al di là delle solite spartizioni politiche? Quale sortilegio gli impedisce di fare tesoro degli errori e delle difficoltà emerse nel corso del precedente suo mandato?
Lo spezzettamento degli assessorati alla cultura, al castello e all'Agenzia di Sviluppo Territoriale ci restituisce il solito Andrea Sala sindaco: dividere per imperare, per indebolire gli altri (il vicesindaco Ceffa che aveva già tutte le conoscenze per operare sul Castello e su Ast), rivelando l' incapacità di capire che cultura e turismo sono la vera risorsa economica di Vigevano.
Perchè non sono stati unificati gli uffici cultura e turismo e quindi le risorse, i centri decisionali e di spesa? Perchè si vuole perseverare con una divisione senza senso e che ha creato, per mancanza di coordinamento, gravi perdite per la città?
Ricordiamo le mancate autorizzazioni richieste per l'apertura del Museo di Leonardo in Castello: un iter indicato dagli enti competenti espressamente già nel 2012 e che per il mancato coordinamento di uffici non era stato colto e seguito!!!!
Per altri 5 anni Castello, eventi, arredo urbano, piano di marketing continueranno ad essere considerati come caselle di un gioco solo e tutto politico che Vigevano non può più permettersi.
Sappia quindi il Sindaco che su questi temi la nostra sarà una battaglia civica dura: proposte ce ne sono a decine. E' l'ultimo mandato, faccia un favore alla città: ascolti agisca e lasci un bel ricordo e soprattutto una speranza di futuro a Vigevano, che vada oltre le solite sagre celtiche, le salamelle e le feste della birra che non verranno negate a nessuno ma che al benessere della città portano poco.
mercoledì 24 giugno 2015
COMUNICATO STAMPA POLO LAICO 24/6/2015
POLO LAICO, COMUNICATO STAMPA 24/6/2015
"Quattordici consiglieri di maggioranza più il voto del sindaco fanno esattamente il 60% dei voti che la legge intende garantire. Chi non capisce questo o non ha concluso le scuole elementari o é in malafede."
Questo il commento di Luca Bellazzi, consigliere eletto per il Polo Laico alla notizia del ricorso al TAR da parte della Lega che se accolto lo escluderebbe, contro il risultato elettorale, dal Consiglio Comunale.
"Oltre a ciò va considerato che gli elettori hanno votato al secondo turno con le informazioni che davano la composizione del Consiglio a 14 seggi di maggioranza e 10 di opposizione. Allo stesso modo accordi o non accordi di apparentamento sono stati presi anche sulla base di quello. È come voler cambiare il regolamento a partita in corso: roba da poveracci"
"Inoltre -conclude Bellazzi - sarebbe utile sapere se corrisponde a verità la notizia che il Sindaco si é recato a Milano a presentare il ricorso accompagnato dal responsabile dell'Ufficio Legale del Comune, dal capo dell'Ufficio Segreteria e da un dirigente, tutti in orario di servizio, che, è bene ricordarlo, nel caso sarebbe stato pagato dai vigevanesi; oltre a ciò indagheremo anche su chi pagherà questo ricorso non volendocelo ritrovare prossimamente iscritto nel bilancio comunale"
"Quattordici consiglieri di maggioranza più il voto del sindaco fanno esattamente il 60% dei voti che la legge intende garantire. Chi non capisce questo o non ha concluso le scuole elementari o é in malafede."
Questo il commento di Luca Bellazzi, consigliere eletto per il Polo Laico alla notizia del ricorso al TAR da parte della Lega che se accolto lo escluderebbe, contro il risultato elettorale, dal Consiglio Comunale.
"Oltre a ciò va considerato che gli elettori hanno votato al secondo turno con le informazioni che davano la composizione del Consiglio a 14 seggi di maggioranza e 10 di opposizione. Allo stesso modo accordi o non accordi di apparentamento sono stati presi anche sulla base di quello. È come voler cambiare il regolamento a partita in corso: roba da poveracci"
"Inoltre -conclude Bellazzi - sarebbe utile sapere se corrisponde a verità la notizia che il Sindaco si é recato a Milano a presentare il ricorso accompagnato dal responsabile dell'Ufficio Legale del Comune, dal capo dell'Ufficio Segreteria e da un dirigente, tutti in orario di servizio, che, è bene ricordarlo, nel caso sarebbe stato pagato dai vigevanesi; oltre a ciò indagheremo anche su chi pagherà questo ricorso non volendocelo ritrovare prossimamente iscritto nel bilancio comunale"
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