lunedì 19 ottobre 2015

"Un'idea per tutti, un libro per te" terza edizione, con sondaggio su Città Metropolitana

Sabato 24/10 dalle 16 alle 19 in via Venti Settembre durante la terza edizione di "Un'idea per tutti, un libro per te" Polo Laico e PLAC- Polo Laico Associazione Culturale, raccoglieranno le domande dei vigevanesi sulla questione Città Metropolitana.
A queste domande verrà data successivamente risposta nel corso della serie di incontri “Partecipando” che riprenderà Domenica 8 Novembre presso la Sala dell'Affresco in Castello.
 
 

mercoledì 14 ottobre 2015

CONFERENZA STAMPA DEL 14/10/2015

"Già dal nostro programma elettorale le idee del Polo Laico su Città Metropolitana erano ben chiare e definite: CONDIVISIONE, PROGETTO SOSTENIBILE, LOMELLINA i punti chiave del nostro discorso.

Dopo l'audizione in Commissione regionale e la misera figura fatta dai rappresentanti vigevanesi pareva evidente la necessità, anche politica a questo punto, di un referendum sul tema per affossare ogni spinta conservatrice. Allo stato attuale, dopo le dichiarazioni di Confartigianato, di Assomac e in parte anche di ANCE, pare possibile un percorso che consenta di evitarlo.

E' un dato di fatto, e noi del Polo Laico già avevamo sondato i cittadini sull'argomento ricavandone la sensazione di completa mancanza di conoscenza dell'argomento (come potete vedere dai dati del nostro sondaggio di Aprile 2015), che è necessario portare il dibattito in città.  La mancata conoscenza è negativa soprattutto per chi, come noi è favorevole all'adesione dal momento che non conoscendo il problema i cittadini sono in balìa di chi propone argomenti inesistenti come quello dei Vigili del Fuoco che sparirebbero e quello della perdita della sede ASL, peraltro già di fatto presente solo a livello di sportelli perchè tutta l'opera dirigenziale è a Pavia e quella amministrativa a Voghera senza che nessuno fra gli attuali vocianti abbia mai alzato un dito.

Ecco perchè  Domenica 8 Novembre presso la Sala dell'Affresco, il Polo Laico organizzerà un incontro pubblico nel quale interverranno esperti della questione Città Metropolitana per chiarire i dubbi dei cittadini ma ancor di più per iniziare a porre le basi di quello che deve essere un vero progetto di integrazione con Milano. Sulla base di questo progetto e del successivo auspicabile ingresso in Città Metropolitana dovrà essere coinvolta la parte confinante di Lomellina che potrà avvantaggiarsi avendo in Vigevano una sorta di trait d'union con la metropoli. 


Infine, porremo anche la domanda a cui nessuno finora ha mai risposto e che anzi, tutti evitano: UN SOLO MOTIVO PER RESTARE CON PAVIA? Domanda chiave, ancor più in un'ottica futura di area vasta completamente decentrata verso Cremona e con totale vocazione agricola."

 

martedì 6 ottobre 2015

Città Metropolitana: da quasi un anno il Polo Laico indica ciò che ora pare chiaro a tutti

Estratto dal Programma Elettorale del Polo Laico per le Elezioni Amministrative di Vigevano 2015

La Città Metropolitana: Vigevano per affrontare la sfida deve organizzarsi, dapprima coagulando i limitrofi centri facenti capo al Distretto Industriale e poi anche il territorio della Lomellina per puntare sulle eccellenze e specificità da apportare alla nuova Città Metropolitana milanese attraverso la presentazione di progetti sostenibili. Naturalmente non si tratta di annettere gli altri comuni alla Città Metropolitana dal momento che ciò non è previsto dalle norme. Si tratta di rendersi “ambasciatori” presso la Metropoli di un’offerta integrata, unica e attrattiva. Ricchezze monumentali, naturalistiche, sistema agricolo sono caratteristiche che le altre aree della metropoli non possiedono in modo così integrato e per certi aspetti, unico. Sono queste le doti che la nostra zona può offrire alla Città Metropolitana, sono queste dunque le aree di intervento su cui agire, assieme alla creazione di un polo culturale importante e credibile in un contesto che punti sull’alta qualità della vita in opposizione alla alienazione della grande urbanizzazione milanese. Se riusciremo a compiere questo lavoro organizzativo ed aggregativo allora potremmo trovare nella amministrazione metropolitana la sponda utile al rinnovamento infrastrutturale che ci è necessario. Per realizzare tutto questo è di primaria importanza che la scelta sia condivisa e occorre perciò spiegare nei dettagli la questione e ascoltare la Città. E’ quindi necessario fin d’ora sviluppare e strutturare un’ampia discussione pubblica con condivisione di informazioni, idee, progetti.

sabato 3 ottobre 2015

Rice: perché?



Sabato e Domenica scorsi, nel cortile del Castello si è svolta "Rice", manifestazione che ha rappresentato per qualche periodo una possibilità per Vigevano: la possibilità, attraverso un format già funzionante altrove, di caratterizzare la città dal punto di vista culturale e gastronomico ovvero due settori che nonostante la crisi hanno continuato ad attirare gente disposta a spendere a fronte di un'offerta di qualità. 
 
Su Rice dunque occorreva investire e invece? Invece già da un paio di edizioni si intravedevano le difficoltà in cui la rassegna veniva lasciata versare. Fino al culmine di quest'anno: nell'anno di Expo, manifestazione universale centrata sull'alimentazione del pianeta, Vigevano, che disponeva appunto di un format riguardante proprio l'alimento che coniuga due qualità importantissime come l'enorme diffusione mondiale e la possibilità di raggiungere, nelle sapienti mani tricolori, vette qualitative eccellenti, arrivava ad organizzarlo all'ultimo momento.   

Così le date si sono sovrapposte- senza che si sia pensato a integrazioni e collegamenti fra le manifestazioni- alla festa dell'Oca di Mortara che ben altro successo ha riscosso e all'Autunno Pavese, manifestazione che si tiene annualmente a Pavia ampiamente finanziata dalla Camera di Commercio e quindi anche con risorse vigevanesi. 


Pur apprezzando l'intenzione di portare avanti comunque la manifestazione, la sua tradizione e pur apprezzando moltissimo lo sforzo di chi ha dovuto organizzare il tutto con uno finanziamento regionale e provinciale di 30 mila euro la cui conferma è arrivata solo a fine Agosto, risulta difficile comprendere perché.

Perché in questa città e in una Provincia che speriamo di abbandonare al più presto, non si riesca a capire che sono più dannose manifestazioni raffazzonate di quelle che non si riescono ad organizzare: chi ha partecipato a questo Rice, non tornerà e farà pubblicità negativa. 
Perché si è voluto fare un danno ulteriore alla credibilità della manifestazione? Perché non si comprende che questa poteva essere un'occasione importantissima nell'offerta turistica e culturale della città? A Bra, che non ha nemmeno un decimo delle bellezze di Vigevano, giungono decine di migliaia di persone durante "Cheese" che altro non è che la stessa manifestazione ma con due varianti: 1) è incentrata sul formaggio 2) l'Amministrazione ci crede e vi investe. 
Perché non si riesce a programmare con un minimo di progettualità e non così, solo per poter dire che la manifestazione c'è stata?


Il provincialismo culturale, la miopia di una Amministrazione che ha preferito per Expo dare risorse ad una inutile mostra fotografica , le incapacità di coordinamento con un'altrettanto miope e dispersiva Amministrazione Provinciale, sono le mura  che impediscono il nostro sviluppo, le mura da scalfire  se vogliamo uscire davvero da una crisi che sembra senza fine. 


Chiediamo all'Assessore Ghia e all'Assessore Mirabelli di farsi parte attiva di questa rivoluzione culturale non più procrastinabile. Si cominci a pensare in termini più ampi, in termini sovracittadini. Si pensi in termini di investimenti progressivi ma duraturi (la già citata Festa dell'Oca a Mortara giunta se non erriamo alla 49ma edizione ne è un esempio). Solo così si potrà avere un ritorno economico che giustifichi lo sforzo. 

Si stili un calendario, ci si muova per tempo, si punti su due tre manifestazioni nell'arco dell'anno - Rice, Settimana Letteraria già sono due - ma si abbia anche il coraggio di innovare, di sperimentare. Si integrino le manifestazioni cittadine con quelle che si svolgono a dieci minuti da qui, Mortara ma anche Abbiategrasso. 


Vigevano non ha più tempo per le improvvisazioni: c'è bisogno di professionalità, c'è bisogno di alzare il livello. Le potenzialità ci sono sarebbe ora di lavorarci sul serio.

P.S.: aggiungiamo oggi, 3 Ottobre,  che proprio non si sentiva la mancanza della presa in giro pubblicata sui giornali dell'affluenza stimata in 22.000 persone. Chi era in città ha visto la situazione sopra descritta, falsificare dati come nella peggior Unione Sovietica difficilmente porterà alla necessaria analisi e critica necessarie per migliorare. 


giovedì 1 ottobre 2015

Ciak si gira: va in onda l'arroganza



Ieri ho dovuto ricredermi. Ebbene sì, non sono uno che avesse mai creduto molto nello streaming, la trasmissione in diretta di riunioni, consigli, consessi, ma dopo lo spettacolo offerto ieri in diretta da Regione Lombardia, ho cambiato opinione: mi è parso un buon sistema per capire quello che spesso, live, non si coglie. Quello che ieri è stato possibile rilevare è ciò che ha accomunato quasi tutti gli intervenuti davanti alla Commissione incaricata di trasmettere al Consiglio Regionale e poi alla Camera, un parere sull'annessione di Vigevano alla Città Metropolitana di Milano: l'arroganza. Ha cominciato il Presidente di ANCE, che dopo aver avallato negli anni le politiche che hanno portato alla distruzione del settore edilizio (e di conseguenza di buona parte dell'economia cittadina), dopo aver avallato il progetto dell'autostrada più inutile del globo (e che, anziché i privati come stabilito, avremmo finito per pagare noi, come accaduto con la Bre-Be-Mi), si è presentato non già illustrando le valutazioni dell'Associazione da lui rappresentata ma, sostanzialmente, la richiesta di garanzie su futuri contratti. L'arroganza del non chiedere scusa. Poi è stato il turno del Presidente di Confindustria Pavia, che in verità là in mezzo ha fatto la figura del grande statista. È stato bravo, nel tentativo di non far trasparire alla Commissione la sua propensione, che è quella di mantenere lo status quo per non alterare dinamiche di potere consolidate. Tentativo, perché lo streaming ha permesso invece attraverso il body language e alcune parole che sembravano sgorgare spontanee ma che venivano sapientemente trattenute, di capire perfettamente il pensiero del leader degli industriali teso a tutelare la imparzialità di uno studio commissionato e finanziato dagli industriali stessi e sul quale esito possiamo sin d'ora scommettere. Egli ha poi chiuso lamentando lo scarso coinvolgimento della sua categoria, lo aveva già fatto durante le Elezioni cittadine: l'arroganza del supporre di pesare più di chi è stato eletto dai cittadini. Poi l'arroganza giovanile: quella che ha portato un consigliere Provinciale ancora giovane, non giovanissimo, a sopravvalutarsi al punto da non capire di essere stato usato solo per la sua vigevanesità che in veste appunto di consigliere provinciale diventava funzionale alle tesi del Presidente della Provincia di Pavia. Per ultimi, Sindaco e ViceSindaco, così arroganti nel giungere palesemente impreparati a un appuntamento importantissimo sulla strada dell'annessione, semplicemente sciorinando una serie di noti e inutili dati storici e sui flussi veicolari anziché farsi latori di una nuova progettualità legata alle opportunità offerte dal nostro territorio (Lomellina compresa, dal momento che è fondamentale esercitare una azione di traino su di essa perché l'annessione abbia un senso) alla città metropolitana  e in questo caso il riferimento al turismo, alla cultura e all'agricoltura pare evidente a tutti tranne che ai due rappresentanti del Comune di Vigevano portatori altresì dell'arroganza di chi non capendo che la battaglia é quasi persa e anziché ripiegare per riattaccare continua a testa bassa a prendere schiaffi. Ecco, lo streaming ieri ha permesso di svelare l'arroganza che ha coinvolto tutti i rappresentanti di una città che ha dimostrato una volta di più, urbi et orbi, la sua pochezza. L'impressione è che le possibilità di avere un parere positivo siano scarse e a questo punto non resta che una strada, se per una volta si farà spazio al ragionamento: indire velocemente un referendum e arrivarci con la città preparata da una serie di incontri esplicativi. Solo così, ormai, si potranno sconfiggere le pulsioni Pavia centriche di chi ha molto da perdere nel cambiamento e dunque lo osteggia prescindendo da un'analisi dei fattori che dovrebbero tenerci legati a un'area che già economicamente morta, subirà a breve una modificazione dei suoi assetti coinvolgendo probabilmente Cremona, spostando così il suo baricentro e perdendo dunque ancora di più le sue già scarse connotazioni industriali che sono invece quelle da sempre prevalenti a Vigevano. 

venerdì 25 settembre 2015

POLO LAICO COMUNICATO STAMPA SU CITTA’ METROPOLITANA

Lo stop alla richiesta di adesione di Vigevano alla Città Metropolitana di Milano deciso martedì pomeriggio ha un preciso responsabile ovvero il consigliere oltrepadano del Pd Giuseppe Villani,  ma anche precisi indirizzi che si muovano a Pavia tra Piazza Italia e via Bernardino da Feltre dove  il blocco politico-economico pavese è agitato vedendo minacciati posti e carriere personali. Il Polo Laico stigmatizza il comportamento dell’esponente PD che ha stabilito che quelle dei soliti noti fossero le indicazioni da seguire anziché quelle espresse dai rappresentanti eletti dai cittadini al Consiglio Comunale.


Il Sindaco Sala sta dimostrando limiti nella gestione di una questione vitale per il futuro di Vigevano. Ha assistito troppo passivamente all’iter della richiesta di adesione, sicuro che bastasse la documentazione prodotta e l’appoggio del presidente Maroni, invece il voto alla fine è politico e solo un ingenuo non avrebbe previsto le mosse del Pd provinciale e regionale. A proposito, è necessario che il Pd di Vigevano prenda  posizione chiara e univoca sulla questione.
Come Polo Laico siamo fortemente preoccupati  e pertanto ribadiamo quanto da mesi abbiamo proposto, inascoltati, al Sindaco Sala:


1.Il Sindaco da solo non può affrontare la questione dell’adesione di Vigevano alla Città Metropolitana. Occorre che venga coadiuvato da un team dedicato composto dal vicesindaco Ceffa, dal Segretario comunale, dal dottor Broich e da due esponenti della minoranza.

2. Vanno definiti incontri con i sindaci di Abbiategrasso e Magenta per capire la loro posizione, alla luce della bozza di creazione delle sette zone omogenee proposta dalla Città Metropolitana alla Regione ( tra cui il Magentino e l’Abbiatense).

3. Come Polo Laico abbiamo chiesto a un Consigliere di presentare al Consiglio della Città Metropolitana  un’ interpellanza sul parere non dato dai vertici della Città Metropolitana alla  Regione in merito alla adesione di Vigevano.

4. Va quindi immediatamente inviata richiesta formale al sindaco della Città Metropolitana di Milano perché venga prodotto un parere scritto e motivato sulla richiesta avanzata da Vigevano

5. Vanno organizzati incontri aperti alla città per far capire l’importanza per Vigevano di staccarsi da Pavia e per informare su chi, esponenti politici ed economici, sta cercando in tutti i modi di mantenere Vigevano suddita di Pavia.







lunedì 21 settembre 2015

CASTELLO, MA NON SOLO

CASTELLO, MA NON SOLO. 
LE PROPOSTE DEL POLO LAICO SUL TURISMO


Il turismo è un capitolo centrale nella Vigevano del futuro. Il nostro Centro Storico e il Parco del Ticino che ci circonda, hanno pochi eguali in Italia ma non sono mai stati considerati risorse economiche importanti, a differenza di quanto avviene altrove. 
Certo, la nostra collocazione geografica e il nostro clima non sono fra i più allettanti per il turista ma va considerato che Vigevano gode di una particolarità che consiste nel suo trovarsi proprio alle porte di una metropoli europea come Milano. Ecco perché pensiamo che la creazione di un credibile polo turistico e culturale a due passi da Milano e dai suoi aeroporti potrebbe non rivelarsi un'utopia ma una strada percorribile come già dimostrato da altre cittadine europee che hanno scommesso su questi settori, fra i pochi a reggere anche durante i periodi di crisi economica. Perché questo progetto possa avere successo occorrono investimenti e pazienza ma soprattutto occorre avere ben chiaro in mente dove si vuole arrivare.

Piazza Ducale: è il punto di partenza di ogni ragionamento sulla città turistica. Non è immaginabile alcun progetto serio se la nostra Piazza non verrà tutelata in maniera completamente diversa da quanto fatto finora. Il salotto deve tornare a risplendere di pulizia, di ordine e di offerte commerciali. E' fondamentale un piano di lavoro particolare per la raccolta differenziata ma anche per la lotta all'inciviltà con il coinvolgimento quindi di ASM e Polizia Locale. Esclusione totale delle auto e utilizzo della Piazza solo per eventi di livello adeguato. Il punto di riferimento devono essere le grandi piazze europee dove nessuno si sognerebbe mai di parcheggiare, orinare o gettare sigarette a terra e dove l'Amministrazione difficilmente consente l'insediamento di qualsiasi tipo di sagra. Occorre inoltre, attraverso la creazione della figura del responsabile unico dei Beni Architettonici, varare un piano di monitoraggio, intervento e progettualità ben definito e di livello adeguato.


Castello: l'unica possibilità per recuperare stabilmente e gestire strutture di tali dimensioni ed importanza si è dimostrata altrove essere la Fondazione di partecipazione. Il Comune potrebbe alienare alcuni edifici pubblici (es. Palazzo Crespi) per finanziare l'avvio della Fondazione.


Sostegno del consorzio AST (Agenzia Sviluppo Territoriale) sullo sviluppo del filone Leonardesco oltre che sul progetto Unesco (su Piazza, Castello e Colombarone). AST potrebbe con i giusti investimenti ergersi anche a vera e propria agenzia turistica territoriale in coordinamento e compartecipazione con la Lomellina .


Galleria di Arte Urbana diffusa
in collaborazione con architetti, artisti e writers, locali e non, per recuperare le zone degradate del Centro Storico (es. Vicolo De Roveti /Terraggi) ma anche delle periferie.


Ex Braidense: assieme al maschio del Castello potrebbe entrare in gioco previo un accordo con il Demanio per la collocazione delle Biblioteche Civiche o di un'area museale qualora si decidesse di ritornare all'ipotesi originaria di inserire le prime nel Maschio, già approntato per lo scopo. Spostare la Biblioteca Civica significa liberare Palazzo Crespi che potrebbe essere alienato (magari ad operatori interessati ad impiantarvi una struttura alberghiera) o inserito in una eventuale S.T.U.


Colombarone: per l'impegnativo recupero di questa imponente struttura occorre pensare a una Società di trasformazione urbana o altra forma giuridica compartecipata da pubblico e privato che divenga il referente progettuale che dovrà tenere conto anche dei passi già compiuti con l'UNESCO nell'ambito del Programma Man And Biosphere. Tutta l'area della Sforzesca potrebbe, prendere la forma di un borgo antico recuperato di grande impatto storico- turistico.
Sviluppo di un piano della comunicazione cittadino: studio per un marchio cittadino e "claims" pubblicitari che rendano univoca e riconoscibile l'offerta culturale, turistica, produttiva di Vigevano.


Revisione e interventi migliorativi dell’accessibilità web della Città ai fini turistici (portale web turistico).


Progetto di collaborazione con le scuole superiori "Volontari del Turismo" per il coinvolgimento degli studenti nell'accoglienza turistica. Oltre a interessare gli studenti il progetto ambisce a coinvolgere anche le loro famiglie per aumentare fra i cittadini la sensibilità verso il nostro patrimonio artistico combattendo così il degrado civico e culturale.


Progetto di illuminazione monumentale della Città: è ormai un valore aggiunto irrinunciabile in qualunque città voglia avere una vocazione turistica. Ottimizzazione degli orari di apertura del Castello e dei musei in ottica turistica attraverso una riformulazione dei turni e delle ferie del personale.